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Inchiesta Pegaso, coinvolto l’ex direttore di Multiversity: indagini in corso

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Oltre 4.200 iscrizioni a corsi di formazione, laurea e master sotto la lente d’ingrandimento: Napoli si trova al centro di un’inchiesta che coinvolge la celebre università Unipegaso e alcuni dei suoi ex vertici. Al centro delle indagini ci sono l’imprenditore Danilo Iervolino e il suo ex direttore operativo, Andrea Bonomo, accusati di reati gravi che vanno dalla corruzione alla falsità ideologica.

Il clima è teso nel capoluogo partenopeo, dove l’operato di una rete di funzionari e dirigenti legati all’ateneo è ora sotto scrutinio. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’indagine ha coinvolto 40 persone, tra ex dirigenti e referenti territoriali, alcuni dei quali legati a poli di orientamento convenzionati con l’università. Le accuse riguardano comportamenti fraudolenti legati a procedure di immatricolazione e gestione dei corsi.

“Gli accertamenti sono ancora in corso e la situazione ha creato molta preoccupazione nella zona,” riferiscono alcuni cittadini preoccupati per le implicazioni di questa indagine. Unipegaso si è dichiarata parte lesa, sostenendo che i fatti contestati sarebbero isolati e risalenti a un numero limitato di studenti e ex dipendenti, ora non più associati all’istituzione.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno, ha già portato a numerose perquisizioni, con i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria che stanno approfondendo i legami tra l’ateneo e le irregolarità segnalate, risalenti a diversi anni fa. Gli inquirenti hanno inoltre esaminato le misure di controllo e vigilanza interne, rilevando carenze nella gestione delle immatricolazioni e nell’organizzazione dei corsi.

Iervolino, che ha ceduto l’università nel 2021 al fondo CvC Capital Partners, si è allontanato dall’ateneo per dedicarsi a nuovi progetti, inclusi quelli sportivi e editoriali. Tuttavia, la sua gestione rimane centrale nella vicenda, complicando ulteriormente la situazione per tutti gli implicati.

Intanto, tra i residenti e gli studenti di Napoli si avvertono le ripercussioni di questa inchiesta. La domanda, ora, resta aperta: quali saranno le conseguenze per Unipegaso e per il futuro degli studenti coinvolti? Restano da chiarire gli ultimi passaggi di una vicenda che potrebbe avere ramificazioni ben più ampie nel panorama educativo della città.Un’inchiesta scuote gli ambienti universitari di Napoli, con risvolti che rischiano di coinvolgere direttamente numerosi corsi di formazione. Il fulcro della vicenda è l’Università Pegaso, citata per presunti illeciti riguardanti la registrazione ai corsi per educatori professionali socio-pedagogici. Ma la situazione si complica ulteriormente con il coinvolgimento di Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei, accusata di plagio per la sua tesi in economia e management.

Negli ultimi giorni, sono avvenute serie di udienze presso il Tribunale del Riesame, dove sono state esaminate le richieste di impugnazione contro i provvedimenti di sequestro e perquisizione emessi dalla Procura. Da quanto emerso, le decisioni hanno confermato la legittimità delle indagini in corso, aumentando così l’interesse e l’attenzione da parte degli organi di controllo.

La gestione della situazione sta suscitando domande tra gli studenti e familiari, preoccupati per la reputazione dell’ateneo. “Speriamo che tutto venga chiarito al più presto”, commenta un genitore di uno studente, riflettendo l’ansia che permea l’ambiente accademico.

Nel frattempo, l’Università ha avviato un audit interno, decidendo di presentare un esposto formale alle autorità competenti. Questo passo è stato considerato cruciale per assicurare trasparenza e responsabilità in un momento particolarmente delicato. Le prossime ore saranno decisive per capire autenticamente la portata degli eventi e quale impatto avrà sulla vita degli studenti coinvolti.

La vicenda presenta quindi aspetti singolari e complessi, unendo uno scandalo accademico a una questione di integrità istituzionale. La domanda ora resta aperta: quali saranno le conseguenze per l’Università Pegaso e i suoi corsi di formazione?