Un’inchiesta che scuote il mondo accademico napoletano: un presunto giro di affari per il rilascio di titoli di studio illeciti coinvolge figure di spicco e una rete di università telematiche. L’ex direttore commerciale, Andrea Buonomo, e l’imprenditore Danilo Iervolino, ex patron dell’Università Pegaso, si trovano al centro di un’indagine che ha portato a perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza.
Le indagini, che coinvolgono fino a quaranta indagati, hanno svelato un presunto meccanismo volto a eludere le normative ministeriali, rilasciando diplomi a chi non avrebbe mai potuto ottenerli. “Ci sono stati anni di omertà e attività illecita che ora stanno venendo alla luce”, commenta un residente del quartiere di Fuorigrotta, dove l’Università Pegaso ha la sua sede principale.
Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, l’azione della Procura di Napoli e di quella di Nola è coordinata da un pool di magistrati esperti, tra cui i sostituti procuratori Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli. L’ipotesi accusatoria parla apertamente di associazione a delinquere finalizzata all’illegittimo guadagno attraverso l’espansione sul mercato accademico.
Il fascicolo contiene nomi di aiuti di ricerca, docenti e persino una testimonianza significativa: nei giorni scorsi è stata ascoltata la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in un tentativo di fare chiarezza su eventuali responsabilità istituzionali.
La nuova governance dell’Università Pegaso ha prontamente alzato una barriera difensiva, dichiarando di essere una vittima delle condotte del passato. “Siamo pronti a collaborare pienamente con la magistratura, è il nostro interesse chiarire la situazione”, affermano fonti interne all’ateneo, ribadendo che le contestazioni risalirebbero a un’epoca precedente l’attuale gestione.
Nel frattempo, tra gli studenti e i cittadini si diffondono le preoccupazioni: “Siamo stanchi di scandali che danneggiano il nostro nome e il nostro impegno nel mondo accademico”, dice un ex studente. Resta ora da capire come si evolverà questa complessa vicenda e quali saranno le conseguenze per l’istruzione superiore nella città.
Intanto, il futuro dell’Università Pegaso rimane incerto. Le prossime ore potrebbero essere decisive per comprendere a fondo l’entità delle irregolarità e la reale portata della vicenda.

