Un forte boato ha squarciato la quiete del Rione De Gasperi a Ponticelli, dove la lotta tra clan mafiosi continua a lasciare segni indelebili nel tessuto sociale. Nelle scorse ore, si sono registrate tensioni esplosive all’interno del clan De Martino, considerato una costola del più potente clan De Micco. Questo nuovo episodio di violenza ha riacceso la preoccupazione tra i residenti, giunti a un punto di rottura rispetto a una situazione già insostenibile.
Secondo quanto emerge da una dettagliata ricostruzione del Giudice Anna Imparato, la ferocia del clan si manifesta in una strategia di controllo che sfrutta e dirige le attività di spaccio di droga nel quartiere. Protagonista inquietante di questa storia è Vincenzo Di Costanzo, noto come ‘o Gabibbo’, il quale, con una freddezza micidiale, ha orchestrato un incontro tra malavitosi e una donna chiave nel giro dello spaccio, Patrizia Busiello. Quest’ultima, ignara delle reali intenzioni, si è ritrovata in un’agguerrita imboscata mafiosa.
Il clima all’interno dell’abitazione di Di Costanzo diventa rapidamente carico di tensione: tre membri armati del clan fanno il loro ingresso, imponendo un diktat inaccettabile. “Dovete mettervi d’accordo o saltate in aria”, è il messaggio che i camorristi trasmettono alla Busiello, mentre il suo mondo di spaccio, ora minacciato, si trasforma in un campo di battaglia. La tassa richiesta per l’attività illecita si stabilisce in 200 euro settimanali, un prezzo da pagare per continuare a vivere e lavorare. Ma il raggiro non si ferma qui. La Busiello è costretta a farsi intermediaria di un’ulteriore estorsione ai danni di Francesco Romano, legato da vincoli familiari al clan.
Le parole di Rosario Rolletta, noto come “Friariello”, gettano luce su questa spirale di violenza. Interrogato dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, ha raccontato dettagli inquietanti sui retroscena di queste estorsioni, legandole a una guerra tra clan, dove non c’è spazio per la pietà e ogni parte è pronta a utilizzare la paura come arma principale.
“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente, descrivendo la frazione di attimi che ha scatenato la paura tra i cittadini. Intanto, la situazione resta tesa, con la comunità che cerca risposte e sicurezza in un clima di continuo terrore. Le forze dell’ordine sono al lavoro, ma l’emergenza sembra lontana dalla conclusione, con la speranza che il silenzio omertoso venga spezzato.
Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda. La domanda, ora, resta aperta: quale sarà il destino di queste piazze di spaccio e dei loro gestori sotto la minaccia di violenza costante?Nel cuore della Napoli che non dorme mai, nuove tensioni emergono dagli angoli bui del Rione De Gasperi. I residenti sono stati scossi da voci preoccupanti riguardanti il traffico di droga, una ferita aperta che non accenna a rimarginarsi. Nelle ultime ore, le versioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno illuminato dettagli inquietanti su una battaglia silenziosa tra gruppi rivali, che potrebbe avere conseguenze devastanti per il quartiere.
La vicenda, emersa nelle ultime ore, parla di un accordo sventato tra clan rivali e di una spaccatura all’interno di un’organizzazione che ha per anni controllato il mercato della droga. Secondo quanto dichiarato da Rosario Rolletta, uno dei collaboratori, vi è stata una vera e propria prova di forza. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente che ha vissuto in prima persona questi momenti di tensione.
La testimonianza di Rolletta, unitamente a quella di Antonio Pipolo, offre un quadro inquietante della situazione. Richieste di “pizzo” e tasse per poter operare non sono solo una questione di vita o di morte, ma una pratica costante imposta ai giovani del quartiere. I clan non fanno sconti. Chiunque tenti di mettere piede nel mercato della droga viene costretto a pagare una sorta di “assicurazione sulla vita”.
Pipolo, nel corso di un verbale rilasciato nel settembre scorso, conferma queste dinamiche: “Il ‘Nippolo’ ha una piazza di spaccio di crack. Attualmente a gestirla c’è il figlio, Francesco, visto che il padre è in carcere”. Questo passaggio di consegne mostra come il ciclo della violenza e della sopraffazione continui a perpetuarsi anche in assenza dei capi storici.
I residenti, allarmati, osservano impotenti. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, riferiscono alcuni cittadini, mentre le forze dell’ordine intensificano la loro presenza nel quartiere, cercando di controllare la spirale di violenza che sembra sul punto di esplodere.
Nel Rione De Gasperi, tuttavia, il malaffare continua a muoversi tra le pieghe della quotidianità. “Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda”, si chiedono i residenti, preoccupati per il futuro. I prossimi sviluppi potrebbero essere decisivi per capire come evolverà questa realtà. E, nel frattempo, la paura di un nuovo inizio di conflitto tiene tutti col fiato sospeso.
