Futuro Remoto compie 40 anni a Napoli con ingresso gratuito e una Campania sempre più protagonista della divulgazione scientifica
Quaranta anni di scienza, conoscenza e immaginazione hanno un protagonista palese quest’anno: Futuro Remoto. Dal 10 al 15 novembre 2026, a Napoli, l’ingresso al polo di Città della Scienza sarà completamente gratuito, comprensivo di mostre e di tutte le attività legate al festival. L’edizione, intitolata “L’immaginazione di futuri”, si annuncia come una delle occasioni più importanti per raccontare la scienza al grande pubblico.
La presentazione ufficiale dell’evento ha visto la partecipazione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha sottolineato il valore della manifestazione per le nuove generazioni e per lo sviluppo del territorio. “Celebriamo quaranta anni di storia e di futuro. Questa edizione racchiude un’eredità importante, da custodire e far evolvere. L’intera regione vivrà questo traguardo storico attraverso una manifestazione aperta e diffusa sul territorio”, ha dichiarato il presidente. E ha aggiunto che la divulgazione scientifica può ampliare le conoscenze dei giovani: “Eventi come Futuro Remoto possono incidere in modo sostanziale sulla crescita, la formazione e l’apprendimento dei giovani. Ampliano l’osservazione della realtà, nutrendo la conoscenza e la consapevolezza civica”.
Futuro Remoto nasce nel 1987 su intuizione del fisico Vittorio Silvestrini ed è divenuto, nel corso di quattro decenni, un luogo di dialogo tra scienza, arte e società. L’edizione del quarantennale è promossa da Città della Scienza con il sostegno della Regione Campania e la co-organizzazione dei sette atenei regionali, insieme ai principali enti nazionali di ricerca, tra cui CNR, INFN, INAF e INGV, oltre a una vasta rete di partner culturali e scientifici.
L’apertura è fissata per il 10 novembre, in concomitanza con la Giornata mondiale della scienza per la pace e lo sviluppo. Ospite d’eccezione sarà Georg Nagel, biofisico tedesco indicato dagli organizzatori come insignito del Premio Nobel per la Medicina 2026 per i suoi studi sull’optogenetica. Il programma inaugurale prevede anche gli interventi della divulgatrice Barbara Gallavotti, della giornalista Silvia Bencivelli e del presidente dell’INAF Roberto Ragazzoni, oltre all’esibizione del Coro delle Voci Bianche del Teatro di San Carlo.
Per tutta la settimana si alterneranno incontri, installazioni, laboratori e spettacoli. Tra gli appuntamenti più attesi figura Urban Oasis, installazione dedicata all’architettura ecosostenibile, oltre all’inaugurazione del nuovo Centro di Eccellenza in Biorobotica, Materiali e Sistemi Bionici dell’Università Federico II, coordinato dal professor Bruno Siciliano. Non mancheranno neppure nuove opportunità di studio e ricerca: è prevista una borsa di studio intitolata a Vittorio Silvestrini e la maratona di innovazione “The Big Hack”. In serata, la Sala Newton ospiterà spettacoli con Massimo Polidoro, Roberto Mercadini e l’attrice Rosalia Porcaro.
Il calendario autunnale di Città della Scienza si arricchisce anche della mostra interattiva FISICA… Vietato Non Toccare!, in programma dal 17 ottobre al 17 gennaio, e dei nuovi spettacoli immersivi del Planetario, Oasi nello Spazio e Dark Universe. E l’iniziativa non resta circoscritta a Napoli: il festival si estende infatti anche a Benevento, Salerno, Caserta e Avellino, confermando la vocazione regionale dell’evento.
“Celebrare i quarant’anni di Futuro Remoto non significa volgersi indietro con nostalgia, ma rinnovare con fermezza una promessa civile: fare della scienza un bene comune, vivo e condiviso”, ha affermato Giovanni Covone, presidente di Città della Scienza. E ha aggiunto che l’apertura gratuita è un modo concreto per restituire alla comunità quanto costruito in quattro decenni: “Dedichiamo questo quarantennale ai giovani e alle scuole, affinché la scienza continui a generare consapevolezza per costruire futuri più equi, sostenibili e umani”.
