Portici, condizioni gravissime ma leggero miglioramento: resta incertezza sulla sorte di Mario Spedaliere, il 34enne tifoso ferito al termine del match Portici-Puteolana (Eccellenza). L’uomo, attualmente in sedazione profonda nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, è ancora in pericolo di vita.
La notte ha portato una svolta nelle indagini: otto persone sono state arrestate in flagranza differita – cinque maggiorenni e tre minori – con l’accusa di rissa aggravata. Tra gli indagati figura anche un amico della vittima e, tra i responsabili di età più giovane, il 19enne Emanuele Alfano, ultras della Puteolana, che ha ammesso di essere l’autore dell’aggressione. L’operazione rientra tra le prime applicazioni del Decreto Sicurezza approvato il 23 ottobre, che prevede la flagranza differita anche nei confronti dei minori.
Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica della notte tra la zona dello stadio e l’adiacente via con l’ausilio di filmati di videosorveglianza e testimonianze raccolte tra i tifosi. Alfano, fermato, è iscritto nel registro degli indagati anche per lesioni gravissime; gli è stato fornito il recupero dell’arma utilizzata nel raid, una mazza, rinvenuta non lontano dal luogo dell’aggressione e ora sotto sequestro.
Laddove la misura cautelare non ha visto la cella: l’aggressore è ai domiciliari, per una patologia certificata che rende impossibile la detenzione. Il fratello di un collaboratore di giustizia è tra gli elementi che alimentano la discussione sull’iter giudiziario, mentre la famiglia della vittima chiede spiegazioni e chiedere giustizia.
La città ha reagito con indignazione: il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, ha espresso vicinanza ai familiari di Mario, ricordando che “il nostro pensiero e le nostre preghiere sono rivolti a Mario e alla sua famiglia, che non meritava di vivere un dolore simile. Sapere che a ridurlo in questo stato sia stato un ragazzo di soli 19 anni addolora profondamente la città”. Anche il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha condannato con fermezza gli episodi di violenza legata al tifo, richiamando una linea dura contro simili comportamenti.
Dichiarazioni e citazioni dirette presenti nel materiale ufficiale:
«Secondo me si sta proteggendo qualcuno, hanno mandato avanti il ragazzo. Hanno avuto il tempo di organizzarsi per pianificare l’agguato uscendo prima dallo stadio, e ora si stanno organizzando anche su questo fronte. So che è una presa di posizione grave, ma sono il padre di un ragazzo che sta lottando tra la vita e la morte e ho il diritto di pensarlo. Inoltre, gestiamo a casa un ragazzo di 22 anni con patologie, ma lo facciamo da genitori. Un giovane con problemi sa bene cosa significa impugnare un bastone e sa che colpire alla testa può essere fatale. Il gesto lo sa compiere benissimo: non lo vedo così incompatibile. Qualcuno dovrà pur pagare per il male fatto a mio figlio».
