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Pianura, inseguimento: volante speronata; arrestato il fratello di Gennaro Ramondino; pusher dato alle fiamme

Pianura, inseguimento: volante speronata; arrestato il fratello di Gennaro Ramondino; pusher dato alle fiamme

Fuga a folle velocità tra Pianura e Soccavo, arresti a Fuorigrotta: tra i fermati anche Vincenzo Ramondino, fratello di una vittima della camorra

Nella notte della periferia ovest di Napoli è scoppiato un tempo di tensione lungo la viabilità della zona, con una fuga in auto che ha tenuto in allerta le forze dell’ordine. Il blitz è partito poco prima dell’una e mezza, durante un servizio di controllo del territorio tra Pianura e Soccavo. Un’utilitaria è stata intercettata in via Sartania, ma il conducente ha accelerato cercando di seminare gli agenti, scatenando un inseguimento che si è snodato lungo le arterie periferiche fino al raccordo della Tangenziale.

La corsa ha toccato diversi tratti della città, con manovre rischiose e sorpassi al limite. All’altezza dell’uscita Soccavo è avvenuta una collisione: l’auto in fuga ha centrato in pieno una volante della Polizia nel tentativo di aprirsi un varco, rendendo necessarie ulteriori interventi per placare la situazione e garantire l’incolumità degli altri utenti della strada.

A Fuorigrotta, dopo una colluttazione a piedi, sono stati fermati i due occupanti dell’auto: Mario Pinto e Vincenzo Ramondino, ventunenne. Quest’ultimo ha una rilevanza particolare per i magistrati e gli investigatori: è fratello di Gennaro Ramondino, ucciso in circostanze cruente e dato alle fiamme nell’ambito di una faida di camorra legata al controllo del narcotraffico nel quadrante flegreo. Un legame familiare che orienta gli accertamenti verso una possibile matrice criminale organizzata dietro l’accaduto.

Gli investigatori hanno immediatamente avviato verifiche mirate a capire se la fuga sia stata alimentata da contesti di criminalità organizzata. Al momento, gli elementi disponibili indicano una pista aperta verso la camorra, ma la dinamica resta al vaglio degli inquirenti. Le ordinanze e i prossimi sviluppi saranno determinanti per capire se esistano collegamenti tra la situazione di stallo lungo la Tangenziale, l’intervento della Polizia e i legami familiari citati dalla catena di fatti.

Gli accertamenti proseguono, con l’esame delle immagini delle telecamere e l’audizione di eventuali testimoni presenti al momento dei fatti. Non è stato escluso alcun dettaglio; quanto fin qui emerso sottolinea una possibile necessità di approfondire la rete di contatti legata al contesto criminale della zona e le responsabilità dei singoli protagonisti nella fuga e nell’episodio di resistenza iniziale.

Nel frattempo, la zona resta sotto stretta sorveglianza delle volanti, impegnate a ricostruire la sequenza degli eventi e a verificare eventuali complicazioni sul piano giudiziario. L’epilogo della notte resta aperto: potrebbe nascere una forte contestualizzazione investigativa sul ruolo della camorra nel quartiere flegreo e sull’influenza di queste dinamiche nella cronaca di una città già abituata a episodi di violenza legata al traffico di droga.

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