Napoli, tassisti fuori orario in piazza: in vista un sit-in davanti a Palazzo San Giacomo per chiedere risposte concrete sull’assetto della mobilità cittadina e sui costi operativi. L’iniziativa, promossa da Atn/Sitan, Unimpresa, Feder Taxi-Cisal, Fast Confsal e Comitato Tassisti di Base, è in programma per martedì 6 ottobre.
La protesta prende le mosse dal tema ricorrente della congestione del traffico e della gestione della viabilità, temi che incidono in modo diretto sull’attività quotidiana dei conducenti, costretti a molte ore passate in strada. Le sigle sindacali hanno sottolineato come l’attuale scenario penalizzi non solo chi lavora, ma l’intero sistema di mobilità cittadina, con un impatto tangibile su tempi di corsa, consumi e redditività degli operatori.
A segnare l’eco della protesta è anche una recente paralisi istituzionale, che i promotori hanno richiamato come simbolo della situazione. Nella nota inviata agli organi di informazione, si cita un episodio in cui l’assessore comunale alla Mobilità, Edoardo Cosenza, sarebbe rimasto bloccato nel traffico e non sarebbe riuscito a presenziare a una riunione. «L’assessore Cosenza rimane bloccato nel traffico e non riesce a presenziare alla riunione», è l’osservazione riportata dai promotori.
Un altro punto toccato dalla mobilitazione riguarda quanto accaduto sette giorni prima nel Consiglio comunale, quando la seduta fu sciolta per mancanza del numero legale. Secondo le organizzazioni, alcuni consiglieri avrebbero successivamente motivato l’assenza citando le difficoltà di spostamento legate al traffico, dipingendo una Napoli sempre più congestionata. Questa contraddizione è stata presentata come prova della portata del problema e come segnale di quanto la situazione sul fronte della viabilità finisca per riflettersi anche sull’attività di chi lavora per strada.
La domanda centrale rivolta al Comune, secondo i tassisti, riguarda quanto pesi quotidianamente la congestione sulle condizioni di lavoro di chi garantisce il servizio di trasporto in città: quanto incide, in termini di tempo e costi, la difficile mobilità sulle corsie e sulle realtà operative dei taxi? I promotori sostengono che la questione non sia solo di carattere infrastrutturale, ma che la gestione della viabilità debba necessariamente tornare al centro dell’agenda politica per mitigare gli oneri economici sui conducenti.
Le richieste sono essenzialmente due e strettamente collegate: una revisione reale della gestione del traffico e misure in grado di sostenere economicamente l’attività dei taxi. L’organizzazione di martedì 6 ottobre intende trasformare la piazza in un palcoscenico di confronto con Palazzo San Giacomo, affinché la mobilità cittadina torni ad essere al centro delle priorità amministrative e si definiscano interventi concreti sui principali itinerari cittadini.
La protesta, dunque, non è solo una ribellione sindacale: è una sollecitazione a una riflessione strutturale sulle condizioni di lavoro di chi ogni giorno guida per le strade di Napoli e, più in generale, sull’equilibrio economico di un servizio essenziale per la città. Gli organizzatori hanno chiarito che l’obiettivo è aprire un dialogo serrato con l’amministrazione e rilanciare, in tempi brevi, un tavolo di confronto sulle soluzioni possibili per una mobilità più efficiente e meno costosa per gli operatori.
