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Napoli: antimafia collaborativa evita l’interdittiva per quattro aziende nei settori edilizia, frutta e rifiuti

Napoli: antimafia collaborativa evita l’interdittiva per quattro aziende nei settori edilizia, frutta e rifiuti

Napoli. Il Prefetto Michele Di Bari ha annunciato l’adozione di quattro provvedimenti di prevenzione collaborativa, strumenti introdotti dall’articolo 94-bis del Codice antimafia nel 2021, destinati a imprese operanti in settori ad alta esposizione al rischio infiltrativo. Le aziende interessate hanno sedi nei comuni di Napoli e Acerra e rientrano in filoni di attività come edilizia, agricoltura, servizi di pulizia, gestione dei rifiuti, sanificazione e disinfezione. L’obiettivo è intervenire in modo mirato su infiltrazioni che non risultano strutturali, offrendo un percorso di conformitàpiuttosto che ricorrere subito a misure interdittive più drastiche.

Cosa prevede la prevenzione collaborativa? L’azione è rivolta a casi in cui la infiltrazione mafiosa è consideradas posibilidades di “agevolazioni occasionali”. In tali contesti, l’impresa viene sottoposta a una serie di obblighi di compliance per un periodo che va tipicamente da sei a dodici mesi. Tra le prescrizioni comuni figurano l’adozione di modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001, la segnalazione al Gruppo interforze di pagamenti superiori a 5 mila euro, l’uso di conti correnti dedicati e la comunicazione di finanziamenti soci o contratti di partecipazione.

Al termine del percorso di vigilanza, se non emergono nuovi tentativi di infiltrazione e il Gruppo interforze attesta la cessazione dell’agevolazione occasionale, il Prefetto può rilasciare un’informazione antimafia liberatoria, permettendo all’impresa di reinserirsi pienamente nel mercato legale. Una cornice che privilegia la decontaminazione delle imprese “sanabili” piuttosto che l’espulsione automatica dal sistema degli appalti pubblici.

La strategia della Prefettura è esplicitamente orientata a decontaminare, non soltanto a ostracizzare. Le quattro aziende destinatatarie sarebbero state definite “sanabili” perché presentano elementi di infiltrazione meno marcati rispetto a casi che comporterebbero interdittive ostative. Durante l’anno di monitoraggio, le imprese restano operative ma soggette a vigilanza costante; in alcuni casi, esperti nominati dal Prefetto accompagnano l’attuazione delle prescrizioni per facilitare il percorso di conformità.

Sul piano concreto, l’azione di prevenzione collaborativa trova già numeri significativi in città. Nel 2025, la Prefettura di Napoli ha emesso 26 provvedimenti di questo tipo, a fronte di 130 interdittive antimafia. L’approccio, sempre più articolato, ha interessato anche realtà periferiche del territorio: Somma Vesuviana, Castellammare di Stabia e altre realtà del Vesuviano hanno visto applicazioni mirate di misure collaborative, a testimonianza di una presenza capillare su settori chiave dell’economia locale.

In sintesi, queste iniziative mirano a costruire un ponte tra rigore e riattivazione economica: un controllo mirato che corregge la rotta delle imprese ancora vitale ma a rischio infiltrazioni, offrendo loro strumenti concreti per riconquistare la fiducia della pubblica amministrazione e del mercato. L’attenzione resta centrata sull’effettivo progresso verso la legalità, piuttosto che sulla sola esclusione dal sistema degli appalti.

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