Napoli, Vomero. In mattinata una decina di studenti del liceo statale Giovani Battista Alberti, situato in via Pigna, hanno tentato un’occupazione dell’edificio con l’obiettivo di impedire lo svolgimento regolare delle lezioni. L’azione, organizzata e rapida, ha costretto il personale a intervenire per ripristinare l’accesso all’istituto.
Secondo quanto emerso, la protesta era nata come presa di posizione contro i lavori di manutenzione che interessano l’immobile, interventi di rilevanza pubblica affidati alla Città Metropolitana di Napoli, proprietaria della scuola. I manifestanti hanno dichiarato di voler mettere in luce l’urgenza di un ambiente scolastico più sicuro e funzionale, ma l’azione ha rischiato di paralizzare la stessa attività didattica che miravano a difendere.
L’ingresso è stato teatro di scene concitate: volti inconspicui nascosti da scaldacolli, passamontagna e le maschere tipiche di V per Vendetta hanno accompagnato una breve serrata del cancello. Le immagini che filtrano dalle prime ore mostrano una catena tesa tra i presenti e l’ingresso, con l’intento di bloccare l’accesso a docenti e studenti e di occupare l’edificio in modo coordinato.
L’intervento delle forze dell’ordine è stato rapido. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Vomero hanno identificato alcuni partecipanti e hanno sequestrato il materiale utilizzato per il blitz: catene, maschere e anche un lungo striscione appeso all’ingresso con la scritta Alberti Occupato – No CPR – Kaos. Dopo l’intervento, la situazione è tornata alla normalità dentro e fuori l’istituto, con l’attività didattica che è ripresa quasi immediatamente nelle classi circostanti.
La dinamica della mattinata lascia aperta una riflessione sul rapporto tra manutenzione pubblica e mobilitazione studentesca in un contesto urbano complesso come Napoli. Il liceo Alberti, situato in una zona densamente abitata del quartiere Vomero, è parte di una rete di strutture pubbliche la cui gestione è affidata alla Città Metropolitana: una gestione che, a detta di alcuni, non dovrebbe ostacolare l’offerta formativa, ma che al contempo continua a richiedere interventi strutturali di lungo periodo.
La breve occupazione ha avuto una durata limitata e non si registrano escalation di ordine pubblico, né segnalazioni di feriti. La scena finale restituisce l’immagine di un istituto tornato rapidamente a una normale quotidianità, con le attività scolastiche che proseguono e le misure di sicurezza che sono tornate a essere ordinary routines. Rimangono da capire, oltre alle motivazioni dichiarate, quali possano essere le tempistiche e le modalità dei lavori infrastrutturali e se nuove iniziative simili possano emergere nel quartiere, dove vivono famiglie e studenti che quotidianamente convivono con i cantieri pubblici.
