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Napoli, nuovo sequestro di drone durante sorvolo sul carcere di Poggioreale

Napoli, nuovo sequestro di drone durante sorvolo sul carcere di Poggioreale

Drone tenta consegna illecita al carcere di Poggioreale: intercettato hashish e smartphone, ma il velivolo sfugge alle forze dell’ordine

Napoli racconta un episodio di sicurezza penitenziaria che riaffiora tra chiacchiere e allarmi percepiti da chi lavora nelle carceri. In una notte recente, un drone di ultima generazione è stato intercettato all’interno dell’area controllata del penitenziario di Poggioreale durante un tentativo di consegna illegale: il carico recuperato dai vigilantes comprendeva circa 300 grammi di hashish e un telefono cellulare. Il velivolo, però, è riuscito a dileguarsi prima che potessero bloccarlo.

L’intervento è stato operato dal servizio anti-drone della Polizia Penitenziaria, che ha individuato e fermato temporaneamente il mezzo per impedire l’ulteriore distribuzione del materiale proibito. Il fermo non è riuscito a mettere a terra completamente l’aeromobile: il drone ha trovato modo di allontanarsi dall’area, alimentando nuove preoccupazioni tra gli operatori della sicurezza interna.

A commentare l’accaduto è l’Uspp, l’Unione Sindacale Polizia Penitenziaria, con i vertici regionali. “Il ripetersi di simili tentativi – hanno dichiarato Moretti e Auricchio – evidenzia la necessità di mantenere alta la vigilanza e di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto per tutelare la sicurezza degli istituti e della collettività”. Le parole dei due esponenti sindacali non lasciano spazio a fraintendimenti: nella cornice di Poggioreale si fa sempre più evidente una “guerra tecnologica sui cieli delle carceri”, dove criminalità organizzata e nuove dinamiche criminali cercano di aggirare i sistemi di sicurezza attraverso strumenti all’avanguardia.

Su questo tema hanno poi insistito i rappresentanti sindacali, sottolineando che l’intera vicenda dimostra come l’impiego di tecnologia avanzata debba andare di pari passo con un potenziamento concreto delle risorse umane e strutturali. “Inderogabile e urgente” appare, secondo Uspp, potenziare i sistemi di controllo perimetrali, adottare strumenti hi-tech adeguati e rafforzare la pianta organica del personale di vigilanza, al fine di impedire che simili intrusioni possano ripetersi.

Nei dettagli forniti dagli stessi rappresentanti, Poggioreale continua a essere una realtà complessa: la capienza regolamentare è di 1.600 detenuti, ma l’attuale popolazione ricorda come a fronte di questa soglia vi siano circa 2.300 persone detenute. Un saldo tra necessità di sicurezza e capacità di gestione che resta al centro del dibattito tra istituzioni e sindacato. Il deficit di organico risulta stimato in circa 200 unità, una cifra che, combinata con l’uso sempre più tecnologicamente evoluto di mezzi di trasporto non convenzionali, rende evidente la necessità di un rafforzamento strutturale.

L’episodio non è solo una pagina di cronaca: riflette una questione di fondo, quella della gestione delle strutture detentive in una città come Napoli, dove la domanda di sicurezza e controllo è costantemente alta. Per ora, le autorità hanno confermato l’intervento delle unità preposte e l’esito parziale del tentativo di consegna; resta aperta la valutazione su eventuali sviluppo investigativi e su eventuali misure correttive da intraprendere per impedire che il fenomeno si ripeta.

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