Il Tribunale di Napoli, prima sezione, ha assolto con formula piena gli imputati nel processo sulle presunte irregolarità del concorso per dirigenti scolastici tenutosi tra il 2011 e il 2014, chiudendo una vicenda che aveva tenuto banco per anni e che, nonostante i tempi lunghi, arriva a una conclusione definitiva. L’assoluzione è stata pronunciata nonostante i termini di prescrizione fossero ormai maturati, una peculiarità che ha accompagnato l’intero percorso giudiziario.
Le contestazioni al centro del dibattito riguardavano presunti falsi legati all’espletamento delle prove di esame e un’altra serie di irregolarità associate all’uso di permessi sindacali. Secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe esistita un’associazione per delinquere finalizzata al condizionamento di concorsi pubblici; ipotesi che, al termine del giudizio, è stata respinta dal Giudice dell’Udienza Preliminare. L’esito, dunque, non lascia spazio a condanne o responsabilità penali accertate.
La difesa ha descritto la vicenda come una faticosa corsa che alla lunga ha reso necessario chiarire la posizione di tutte le persone coinvolte, spesso segnate dall’inchiesta. L’avvocato Domenico Ciruzzi, tutore degli imputati Maurizio Piscitelli e Giovanna Sommella, ha enfatizzato l’aspetto dell’onore personale: “oggi si può guardare avanti”. Ciruzzi ha ricordato anche la distanza temporale che separa l’inizio delle indagini, risalente a circa quindici anni fa, dall’esito odierno, sottolineando tra l’altro la prematura scomparsa dell’ispettore Maurizio Piscitelli.
Il pool di difesa era formato da un gruppo corposo di legali che hanno seguito la pratica nel corso degli anni, rappresentando un ventaglio di competenze e professionalità. L’esito della sentenza sancisce, in termini formali, la mancanza di prove a carico degli imputati e archivia la possibilità di responsabilità penale, chiudendo una pagina che ha avuto riflessi personali e professionali su chi era coinvolto. È una decisione che, secondo i legali e gli stessi interessati, restituisce un profilo di dignità a chi era stato nel mirino di un’indagine prolungata nel tempo.
Dal punto di vista processuale, la chiusura del fascicolo non implica una negazione di quanto accaduto nel contesto del periodo 2011-2014, ma rimanda la questione sul piano giuridico alla stregua delle evidenze presenti nel cassetto delle prove: nulla è stato accertato che possa tradursi in responsabilità penale. La sentenza, dunque, chiude formalmente una vicenda giudiziaria che ha provocato traumi e ricadute su chi ne è stato parte, offrendo però una chiave di lettura diversa rispetto alle iniziali ricostruzioni.
Il processo, avviato sul filo di accuse e controaccuse, ha avuto come cornice Napoli, con le sue strutture giudiziarie chiamate a valutare decine di atti, testimonianze e contestazioni. Adesso, con l’assoluzione piena, la pagina giudiziaria sul concorso per dirigenti scolastici tra il 2011 e il 2014 può dirsi conclusa: restano, naturalmente, i contorni della vicenda e la memoria di un’operazione che aveva visto coinvolti numerosi professionisti, ma la giustizia ha stabilito che non c’erano i requisiti per una condanna.
