Sequestro ambientale a Mugnano di Napoli: impianto ittico senza autorizzazione allo scarico
La Polizia Metropolitana di Napoli, sezione Ambiente, ha posto sotto sequestro un impianto di lavorazione di prodotti ittici situato a Mugnano di Napoli, in via Aldo Moro. L’unità operativa, che occupa circa 400 metri quadrati, risultava priva delle autorizzazioni necessarie per lo scarico delle acque di lavorazione, una irregolarità che ha motivato l’intervento delle autorità.
L’attività sequestrata era specializzata nella lavorazione di baccalà e stoccafisso. Durante i cicli produttivi, il pesce veniva immerso in vasche piene d’acqua, con sostituzioni periodiche che facevano parte del normale ciclo di lavorazione. Queste modalità operative hanno fatto scattare i controlli, culminati nel provvedimento di sequestro.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, le acque reflue generate dal processo venivano convogliate direttamente nella rete fognaria pubblica attraverso una griglia e tombini presenti nel locale, privo di qualsivoglia autorizzazione. La gestione delle acque di processo, dunque, violava il Testo unico ambientale (D.Lgs. 152/2006), mettendo a rischio la qualità dell’impianto di trattamento e dell’area circostante.
L’operazione rientra in un assetto di controlli mirati a tutelare l’ambiente e a contrastare pratiche non conformi alle norme vigenti. Il sequestro dell’impianto, infatti, testimonia l’impegno delle forze dell’ordine nel verificare, caso per caso, la regolarità degli impianti di lavorazione ittica presenti nel territorio e nel garantire che le acque di lavorazione vengano trattate secondo la normativa.
