Cronaca di Napoli
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Mariano Rigillo riceve la Medaglia della Città a Napoli, segno della continuità del teatro

Mariano Rigillo riceve la Medaglia della Città a Napoli, segno della continuità del teatro

A Napoli, una cerimonia al Palazzo San Giacomo ha concluso l’assegnazione della Medaglia della Città all’attore, regista e doppiatore Mariano Rigillo, offrendo alla scena partenopea una pagina di memoria che guarda al presente. L’evento è stato ricostruito dall’ANSA e presentato come una tappa significativa nel dialogo tra passato e futuro della cultura teatrale cittadina.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha ricordato l’opera di Rigillo non come semplice ventaglio di ruoli, ma come una “grande attestazione dell’arte teatrale napoletana”. Per il primo cittadino, l’onorificenza celebra un grande interprete che ha contribuito a plasmare la storia del teatro locale e che continua a dare alla città la propria anima attraverso la scena.

Rigillo, dall’inizio alla fine, ha risposto con understatement e gratitudine. “Confesso che non me l’aspettavo per niente — è stata una bellissima notizia quando me l’hanno detto, sono molto grato al sindaco. È un modo per continuare a sperare, tutti mi dicono ‘ma lei è un attore?’ e io dico io ‘fuì un attore’. Invece queste cose mi fanno sperare che posso usare ancora il tempo presente.” Una frase che racconta la sua filosofia di carriera, lungo itinerari spesso segnati da una pluralità di personaggi, più che da un singolo ruolo, con riferimenti agli anni della Brazil e alla tournée europea legata a Masaniello.

Durante la cerimonia è emersa anche una riflessione sull’identità teatrale napoletana. Rigillo ha indicato l’esistenza di due fazioni nel panorama locale: la Vivianea e la De Filippo, osservando di essere stato inserito nel filone della prima per via dello studio e della messa in scena di Viviani, sostenuto anche da Patroni Griffi. A latere, è evocata una citazione attribuita a Eduardo De Filippo, secondo cui solo lui e Massimo Troisi avrebbero potuto interpretare i suoi testi: una citazione che, pur non being espressa integralmente, accompagna la memoria della scena partenopea.

Tra i presenti alla serata figuravano figure significative della critica e della storiografia teatrale: il giornalista e critico Giulio Baffi e il saggista e critico cinematografico Alberto Castellano. L’apertura della cerimonia è stata affidata a un breve monologo tratto da De Pretore Vincenzo di Eduardo De Filippo, interpretato da Rigillo nel 2014 nell’Aula del Senato: una scelta che ha predisposto il contesto di memoria condivisa tra generazioni diverse di spettatori e protagonisti.

L’evento, descritto dall’ANSA, restituisce Napoli come una città capace di riconoscere e nutrire i propri talenti teatrali, offrendo una pagina culturale che si rinnova nel tempo. Una celebrazione che non si limita a celebrare un individuo, ma che valorizza un asse storico della scena partenopea, capace di trasformare singole onorificenze in patrimonio collettivo della città.

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