Un latitante del clan Mazzarella è stato arrestato all’alba del 30 settembre 2026 a Napoli, nascosto nell’armadio con doppio fondo all’interno dell’abitazione della figlia a Forcella, nel cuore del quartiere omonimo. Giuseppe Del Prete, ritenuto reggente del clan, era irreperibile dal 3 marzo 2026.
L’intervento è avvenuto nel contesto di misure cautelari disposte dal gip di Napoli su richiesta della Procura, basate sulle indagini coordinate dai magistrati napoletani.
I militari della compagnia Napoli Stella hanno fatto irruzione nell’abitazione individuata e hanno condotto una ricognizione che si è protratta per ore, con residenti che osservavano dall’uscio i movimenti delle forze dell’ordine.
Nell’armadio della camera da letto è emerso Del Prete, finora sfuggito alle maglie dell’autorità. Una fonte delle forze dell’ordine ha spiegato che l’arresto segna la fine della latitanza.
L’arresto consolida una fase operativa mirata a spezzare le reti di latitanza, al controllo di territorio e alle dinamiche di potere interne al clan Mazzarella, con riferimenti particolari ai quartieri di Forcella e zone limitrofe.
La Procura ha diffuso un video dell’arresto che documenta la dinamica del nascondiglio.
Le indagini hanno ricostruito l’assetto del clan Mazzarella nell’area di Forcella dal 2021 e hanno identificato Del Prete come referente diretto delle gerarchie.
La latitanza è iniziata il 3 marzo 2026, data indicata dalle principali fonti italiane; alcune testate avevano riportato date differenti, ma la versione ufficiale conferma il 3 marzo 2026.
È stato emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere per camorra e traffico di droga.
Il contesto territoriale, segnato da una storia di violenze e da progetti di rigenerazione urbana, resta monitorato con attenzione: forze dell’ordine e magistratura mantengono una presenza costante in aree sensibili dove l’equilibrio tra sicurezza e diritti della comunità è tema quotidiano di confronto.
Con la fine della latitanza di Del Prete, gli inquirenti valuteranno l’effetto sull’assetto locale dei poteri criminali e sulle prospettive giudiziarie nelle settimane successive. Napoli continua a cercare un equilibrio tra opportunità di rinascita urbana e necessità di contrasto alle dinamiche criminali radicate nel tessuto cittadino.
