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Via Tertulliano: come la tecnologia sorveglia la piazza di spaccio nel Rione Traiano con turni da tredici ore.

Via Tertulliano: come la tecnologia sorveglia la piazza di spaccio nel Rione Traiano con turni da tredici ore.

La scoperta di una piazza di spaccio nel Rione Traiano di Napoli offre uno spaccato inquietante della criminalità organizzata nella zona. Recenti indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Bagnoli hanno svelato un vero e proprio modello di business criminale, ben strutturato e altamente funzionale, capace di generare ingenti profitti.

A prima vista, l’area può sembrare una fortezza inespugnabile, ma è il sequestro dei libri contabili a rivelare l’efficienza del clan Petrone-Puccinelli. Non si tratta di un gruppo sporadico, ma di un’organizzazione con un preciso organigramma e mansioni chiaramente definite, dove la retribuzione è dettagliatamente calcolata.

Un aspetto sorprendente è il sistema di remunerazione degli affiliati. Secondo le intercettazioni, ogni funzione ha un prezzo stabilito, e i pagamenti avvengono puntualmente. Coloro che presidiano l’ingresso, le “vedette”, ricevono un compenso che varia da 100 euro al giorno, confermato dalle dichiarazioni degli stessi operanti. Come evidenziato da Antonio Tarantino, il sistema remunerativo è rimasto costante anche con il cambio di gestione.

La situazione interna del bunker non è priva di sfide. I turni possono arrivare fino a tredici ore, mettendo alla prova la resistenza fisica dei membri. La condizione di Luigi Nocera, alias “Danger”, è emblematica: il suo uso personale di sostanze stupefacenti ha suscitato preoccupazioni tra i superiori, evidenziando come l’assunzione di droga da parte di chi gestisce lo spaccio possa compromettere la sicurezza dell’intera operazione criminale.

Inoltre, la sicurezza del seminterrato è assicurata da misure tecniche avanzate, con telecamere di sorveglianza e barriere fisiche. I Carabinieri hanno documentato l’installazione di impianti elettronici da parte di tecnici, a testimonianza di un’attenzione estrema ai dettagli.

Questo contesto dimostra come l’associazione non solo sopravvive, ma si adatta e si evolve, utilizzando strategie sempre più sofisticate per garantire il controllo del territorio e il massimo profitto. L’inchiesta continua, mentre le forze dell’ordine cercano di smantellare questa rete criminale che, nonostante le incursioni, riesce a mantenere un’efficace organizzazione interna.**Smantellato un traffico di droga nel Rione Traiano: arresti e dettagli inquietanti della piazza di spaccio**

Un’imponente operazione della polizia ha reso giustizia nel Rione Traiano, dove è stata smantellata una ben organizzata piazza di spaccio di droga. L’intervento ha portato all’arresto di numerosi soggetti legati al clan Petrone-Puccinelli. Gli agenti hanno scoperto un’efficiente rete che operava intensamente nel territorio, caratterizzata da un’organizzazione piramidale e vigilanza costante.

La sicurezza della piazza di spaccio non si limitava al monitoraggio delle telecamere. All’esterno, una serie di vedette e “pali” come Antonio Tarantino e Pasquale Borsella, con l’aiuto di un pregiudicato, Raffaele Pezzuti, effettuavano pattugliamenti costanti per garantire un controllo attivo del territorio e una rapida segnalazione di potenziali minacce.

Dentro il covo, la situazione era altrettanto organizzata: diversi individui svolgevano compiti specifici, dai “pusher” ai custodi delle sostanze; questo systema meticoloso garantiva operazioni senza intoppi. I controllori annotavano ogni dettaglio delle vendite, mantenendo il flusso di denaro e le relazioni di turno sotto controllo rigoroso. Tale struttura ha reso la piazza di spaccio un meccanismo difficile da colpire e disgregare.

Gli inquirenti hanno utilizzato un mix di intercettazioni ambientali e testimonianze dirette dei clienti per costruire un impianto accusatorio robusto. Uno stupefacente afflusso di trentacinque persone è stato osservato entrare e uscire da un edificio situato al civico 34 di via Tertulliano in tempi molto brevi. Molti di loro, al termine dei controlli, erano in possesso di dosi di cocaina fresche d’acquisto.

Le informazioni raccolte dai clienti hanno fornito dettagli preziosi: conferme sull’attività operativa continua della piazza, descrizioni della location e dei sistemi di videosorveglianza, oltre a indicazioni sui quantitativi di droga trattati e il materiale di confezionamento impiegato.

Le perquisizioni hanno inoltre rivelato materiali di lavorazione industriale della droga, tra cui bilancini di precisione, buste di cellophane e altri strumenti. Marco Deviato, uno degli arrestati, è stato colto in flagrante mentre si occupava del confezionamento della merce.

Le evidenze materiali, unite alla presenza di 4.100 euro in contante trovati presso l’abitazione di Antonio Martino, rendono evidente l’ampiezza dell’attività, escludendo categoricamente la possibilità di classificare i reati come “associazione di lieve entità”. La scoperte di un’organizzazione così articolata conferma la presenza di dinamiche mafiose, portando verso l’applicazione delle aggravanti previste per i sodalizi di stampo criminale attivi nel Rione Traiano.

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