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Umberto Cella sfugge a un secondo agguato a Napoli, la paura cresce tra i residenti

Umberto Cella sfugge a un secondo agguato a Napoli, la paura cresce tra i residenti

Napoli – La storia di Umberto Cella, 29 anni, sembra ricca di colpi di scena. In meno di otto mesi, è riuscito a sfuggire a due tentativi di omicidio. L’ultima aggressione è avvenuta la scorsa notte, quando un commando armato ha preso di mira il giovane nel cuore di Napoli.

L’allerta è scattata quando Cella è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini con una ferita da arma da fuoco al fianco sinistro. Qui, il personale sanitario ha immediatamente allertato i carabinieri del Nucleo operativo di Napoli Stella, giunti sul posto per raccogliere informazioni e avviare le indagini.

Fortunatamente, i medici hanno confermato che il proiettile ha evitato organi vitali, e Cella ora è ricoverato sotto osservazione, ma non è in pericolo di vita. La dinamica dell’agguato resta però confusa.

Il raid in via Giacomo Savarese

Stando alle prime ricostruzioni, il colpo è stato esploso in via Giacomo Savarese, un’area nei pressi del Mercato. Cella era in strada quando è stato affiancato da uno scooter su cui viaggiavano due individui con il volto coperto. Un passeggero ha impugnato un’arma, sparando da distanza ravvicinata, per poi fuggire rapidamente attraverso le stradine circostanti.

L’immediata presenza dei carabinieri ha portato a un’attività di raccolta prove sul luogo del ferimento. Gli agenti hanno iniziato a cercare bossoli e altre tracce, oltre a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, nel tentativo di ricostruire il percorso di fuga degli aggressori.

Un passato inquietante

Il nome di Umberto Cella suscita interesse non solo per l’agguato in corso, ma anche per un episodio analogo avvenuto lo scorso gennaio. In quell’occasione, il giovane era sfuggito a un colpo sparato mentre si trovava a bordo di un’auto in via Amerigo Vespucci. Anche in quella situazione, i proiettili erano stati esplosi da un motociclo, ma fortunatamente il colpo lo aveva solo graffiato.

In quel frangente, gli investigatori avevano ipotizzato un possibile legame con la microcriminalità locale o contrasti tra individui, riducendo le implicazioni legate a organizzazioni più strutturate. Tuttavia, la similitudine tra le due aggressioni porta ora le autorità a considerare un quartiere molto più complesso, dove il motivo del tentato omicidio di Cella potrebbe essere più profondo e insidioso.

Chi potrebbe desiderare di eliminarlo? Quali conflitti ha affrontato? Entro un quadro di questo tipo, l’aiuto dell’interessato sarebbe cruciale; tuttavia, ottenere la sua collaborazione potrebbe rivelarsi difficile. Le forze dell’ordine contano anche sulle analisi dei dati dal suo smartphone e sul monitoraggio del traffico telefonico per cercare riscontri. Ma la collaborazione potrebbe non giungere facilmente, dato che la sua vita è appesa a un filo.

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