Caivano – L’evoluzione delle attività criminali nella zona del Parco Verde ha mostrato la capacità della camorra di adattarsi e riposizionarsi dopo i colpi inferti dalle forze dell’ordine. Dopo le pesanti operazioni contro il clan Angelino, il traffico di droga e le estorsioni non si sono affatto fermati, ma si sono spostati in un’altra area, soprannominata il “Bronx” di Caivano.
Un’operazione notturna condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna ha portato all’arresto di 34 persone, in seguito a ordini di custodia cautelare emessi dal GIP del Tribunale di Napoli per richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Tra gli arrestati ci sono anche donne, un chiaro segno della diffusione della struttura criminale.
Le accuse rivolte agli uomini e alle donne del clan sono gravissime e comprendono associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, e estorsioni. Questi reati indicano un’organizzazione ben radicata e operativa.
Il trasferimento delle attività: dal Parco Verde al Bronx
Le inchieste della magistratura antimafia hanno spinto l’organizzazione a spostare il fulcro delle sue operazioni. Colpi durissimi hanno disarticolato oltre trenta piazze di spaccio e hanno arrestato i leader storici del gruppo. Con le forze dell’ordine sotto i riflettori al Parco Verde, le attività illecite si sono spostate nel complesso di case popolari dell’IACP, noto come il “Bronx”. Qui, gli spacciatori hanno creato un vero e proprio mercato della droga, alimentato da reti di approvvigionamento solide, persino con legami con le potenti famiglie della ’ndrangheta calabrese.
La regia criminale dal carcere
Nonostante la cattura del presunto boss Antonio Angelino, detto Tibiuccio, che sta scontando una pena di otto anni, il clan ha continuato ad operare senza ostacoli. Secondo gli investigatori, il capoclan ha mantenuto il controllo della sua rete, impartendo ordini ai suoi affiliati direttamente dal carcere, per garantire la gestione del territorio e il pagamento delle estorsioni.
Una lunga illusione di impunità si è spezzata all’alba, quando le forze dell’ordine hanno sigillato gli accessi al “Bronx”, ponendo fine all’ennesimo capitolo di questa guerra per il controllo delle piazze di spaccio.
