Una vasta operazione contro il contrabbando di carburante in Campania ha portato all’arresto di tre persone, con accuse di associazione a delinquere di tipo mafioso. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Caserta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha rivelato un legame diretto tra le attività illecite e il clan Mazzarella.
I militari hanno scoperto un’importante rete criminale dedita al contrabbando di prodotti energetici. Due degli indagati sono accusati di associazione a delinquere con aggravanti mafiose, mentre per un terzo l’accusa è di associazione camorristica. Quest’ultimo, in particolare, era ricercato con un mandato di arresto europeo e ha trascorso circa un mese fuori dalla legge, rifugiandosi in Grecia prima di tornare in Italia e consegnarsi ai carabinieri il 25 agosto.
Le indagini hanno svelato una struttura ben organizzata, in grado di interfacciarsi con fornitori sia a livello nazionale che in diversi paesi europei. Il carburante proveniente da queste operazioni veniva stoccato e distribuito attraverso una rete di impianti e distributori compiacenti, garantendo così un flusso costante di prodotto illegale.
I numeri parlano chiaro: oltre 133.000 litri di carburante sono stati sequestrati, mentre l’evasione fiscale associata a questa organizzazione è stimata in quasi 8 milioni di euro, derivante dall’importazione illegale di oltre 10 milioni di litri di carburante. L’operazione rappresenta un duro colpo per il business illecita che si era radicato nel territorio campano.
