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La rete dello spaccio nel Rione Traiano: chi sono i leader Maurizio Attanasio e Raffaele Pezzuti?

La rete dello spaccio nel Rione Traiano: chi sono i leader Maurizio Attanasio e Raffaele Pezzuti?

Napoli – Un’operazione dei Carabinieri ha rivelato una complessa rete di spaccio nel Rione Traiano, dove le cantine popolari venivano trasformate in bunker fortificati. Questo sistema gestiva un volume d’affari sorprendente, pari a 450mila euro al mese, attraverso turni di lavoro strutturati, corsi di formazione per i pusher e un’imponente videosorveglianza.

Smantellata una rete criminale altamente organizzata

All’alba di oggi, le forze dell’ordine hanno eseguito un blitz in grande stile, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, portando all’arresto di 31 affiliati ai clan Petrone-Puccinelli. I provvedimenti, firmati dal gip Fabrizia Fiore, si aggiungono a una retata simile del 2017, evidenziando la ricorrenza del fenomeno criminale nella zona.

Questo gruppo operava in modo militarizzato, superando le indagini grazie a una logistica blindata. La popolazione colpita è vasta e include figure come Maurizio Attanasio, noto come “pascazziello,” e Raffaele Pezzuti, soprannominato “o’ milanese.”

Operatività raffinata all’interno di strutture sotterranee

Il generale Biagio Storniolo ha descritto il funzionamento della rete, rivelando la tecnica del “just in time”: la droga era custodita in segrete e trasferita solo al momento della cessione, evitando di lasciare prove ai pusher. La base operativa si trovava in un bunker sotterraneo abusivo, situato in locali di proprietà comunale, dove si consumavano anche sostanze stupefacenti.

Un’organizzazione strutturata come un’impresa

Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha spiegato che ogni piazza di spaccio era gestita da famiglie specifiche, con turni rigorosi di otto ore per i pusher, ai quali veniva offerta la possibilità di fare straordinari. Inoltre, i membri più esperti insegnavano ai nuovi arrivati le tecniche di taglio della droga per massimizzare i profitti, contribuendo così alla formazione di una vera e propria “scuola” per i narcotrafficanti.

Il sistema di sicurezza includeva vedette mobili e telecamere, per monitorare costantemente l’area e allertare i membri in caso di pericolo.

Il blitz e le conseguenze della perquisizione

Il blitz ha visto il coinvolgimento di unità speciali come i “Cacciatori” e supporto aereo da elicotteri per una penetrazione efficace nel fortino. Durante le operazioni sono stati sequestrati oltre 53mila euro in contanti, un orologio Rolex dal valore di 15mila euro e vari gioielli, tra cui una collana tempestata di diamanti, la cui valutazione è ancora in corso.

Elenco degli arrestati (in ordine alfabetico)

Attanasio Maurizio (Carcere)
Borsella Pasquale (Carcere)
Caiazza Emanuele (Carcere)
Caruso Salvatore (Carcere)
Chiantone Giuseppe (Arresti domiciliari)
Chiaro Paolo (Carcere)
Cuccurullo Pasquale (Carcere)
Delle Donne Luigi (Carcere)
De Solda Massimo (Carcere)
Deviato Marco (Carcere)
El Shabrawj Mario (Carcere)
Gaiangos Giovanna (Carcere)
Gheorghe Dumitru Nicusor (Carcere)
Iuliano Salvatore (Carcere)
Liguori Ivan (Carcere)
Martino Antonio (Carcere)
Nocera Daniele (Carcere)
Nocera Luigi (Carcere)
Ottiero Salvatore (Carcere)
Palermo Stefano (Carcere)
Pezzuti Raffaele (Carcere)
Pisa Alessandro (Carcere)
Pisa Pasquale (Carcere)
Pistuggia Pietro (Carcere)
Ricci Salvatore (Carcere)
Sica Pasquale (Carcere)
Tarantino Alfredo (Carcere)
Tarantino Antonio (Carcere)
Valenza Marco (Carcere)
Tranchese Simeone (indagato)
Volonnino Ciro (indagato)

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