**Giustizia a rischio a Napoli: il procuratore Gratteri lancia l’allerta sulla carenza di magistrati**
La precaria situazione dell’Ufficio Gip di Napoli continua a destare preoccupazioni. Durante una conferenza stampa, il procuratore Nicola Gratteri ha messo in evidenza le gravi conseguenze derivanti dalla mancanza di magistrati, sottolineando l’incredibile numero di circa 1.300 richieste di custodia cautelare ferme, alcune delle quali in attesa da anni.
«Si tratta di una questione centrale per la giustizia — ha dichiarato Gratteri — non si parla di arrestare più persone, ma di prendere coscienza di un sistema che rischia di incepparsi. Di queste, circa 1.150 sono legate a procedimenti della Direzione distrettuale antimafia». La carenza di giudici sta mettendo a rischio il corretto funzionamento della giustizia, con l’Ufficio Gip totalmente scoperto per periodi prolungati.
Gratteri ha evidenziato che il problema non è nuovo e che era già stato segnalato all’inizio del mandato della nuova presidente del Tribunale, Maria Gabriella Casella. «L’anno scorso mancavano già 8 gip e ora ne mancano 10. La richiesta di intervento è urgente, considerando che la produttività della Procura di Napoli è in costante aumento», ha spiegato.
Per affrontare questa emergenza, il procuratore ha proposto una soluzione temporanea: ridurre il numero di giudici nelle singole sezioni per riempire subito le piante organiche. «Un’azione coesa da parte del Csm e del Ministero è necessaria per colmare queste lacune», ha sottolineato.
In merito alle recenti critiche da parte dell’Avvocatura riguardo la possibilità di tenere udienze nel pomeriggio, Gratteri ha difeso l’ipotesi richiamando un protocollo precedentemente sottoscritto. «Se l’Avvocato avesse consultato il protocollo, saprebbe che sono previste fasce orarie di inizio dei processi», ha dichiarato, opponendosi così a quelli che considerano la proposta poco pratica.
In conclusione, la questione della carenza di magistrati rimane centrale per la Procura di Napoli, che pretende interventi rapidi per far fronte a una situazione critica e smaltire il numero crescente di richieste di custodia cautelare ancora pendenti.
