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Casa Ariete apre le sue porte: un nuovo centro di formazione per le giovani generazioni dei Giuliano

Casa Ariete apre le sue porte: un nuovo centro di formazione per le giovani generazioni dei Giuliano

È stata inaugurata ieri a Napoli, nel rione di Forcella, Casa Ariete, un ex edificio del clan Giuliano che ora diventa un centro di educazione e inclusione. Questo rinnovato spazio di circa 400 metri quadrati in via Giudecca Vecchia 29 rappresenta un messaggio di legalità e impegno sociale.

Il palazzo, simbolo di un passato oscuro, ha un legame diretto con la storia del quartiere. Qui visse parte della famiglia che, per decenni, ha dominato la zona. Negli anni Ottanta, il calciatore Diego Armando Maradona vi fu immortalato in una famosa fotografia, che cattura un’epoca in cui criminalità e calcio si intrecciavano. Con la nuova apertura, Casa Ariete mira a trasformare questi spazi in luoghi di apprendimento per bambini e famiglie.

«Questo edificio, prima simbolo di sopruso, diventa ora un presidio di legalità e partecipazione», ha dichiarato Anna Torre, direttrice amministrativa di Ariete Aps-Ets, l’organizzazione che gestisce il progetto. Durante l’inaugurazione, diverse autorità e residenti hanno sottolineato che la restituzione del bene va oltre un semplice passaggio di proprietà: si tratta di un cambio radicale nella funzione sociale dell’area.

Il contesto di Forcella non è facile: il quartiere affronta sfide come la povertà educativa e la dispersione scolastica, con un doppio divario nell’accesso a opportunità in ambito digitale e di genere. Il progetto Casa Ariete è stato concepito attraverso un dialogo attivo con le scuole e le associazioni locali, evitando imposizioni dall’alto.

Il lavoro di ristrutturazione ha previsto l’adeguamento degli impianti e la creazione di spazi sicuri dedicati a laboratori e corsi. Casa Ariete offrirà, nei prossimi due anni, attività didattiche gratuite nel campo delle discipline Steam, storytelling digitale e lingue, cercando di ridurre il fenomeno della perdita di apprendimento estivo. Accompagnati da un comitato scientifico, i laboratori seguiranno un approccio di ricerca-azione per valutare i risultati e ottimizzare le esperienze educative.

Il partenariato del progetto è vasto e comprende diverse istituzioni, dall’Università Federico II a fondazioni locali, creando una rete di supporto attiva nel rione. A Casa Ariete sono previsti anche tirocini retribuiti, con priorità per giovani Neet e donne in difficoltà, contribuendo così a integrare più di 3.000 persone nella comunità.

La struttura include anche una «Terrazza sul Mondo», un’area verde con orti e spazi per eventi educativi e culturali. La sostenibilità economica della struttura è garantita da eventi a pagamento, che contribuiranno a mantenere le attività nel tempo.

Oltre a servire la comunità di Forcella, Casa Ariete ha l’ambizione di diventare un modello replicabile in altre aree di Napoli, dimostrando che un passato di criminalità può trasformarsi in un futuro di opportunità e crescita. La vera sfida sarà osservare nei prossimi due anni se questa iniziativa riuscirà a riscrivere la narrazione di un luogo che ha conosciuto solo il potere e l’oppressione.

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