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Fondi promessi per i Campi Flegrei: ora serve accelerare sui progetti finanziari

La Regione ha stanziato 7 milioni con una risoluzione del Consiglio, ma servono atti concreti — decreto attuativo, ripartizione, anagrafe sfollati e sportelli comunali — e nomi precisi per i tempi.

Fondi promessi per i Campi Flegrei: ora serve accelerare sui progetti finanziari

Il Consiglio regionale ha recentemente approvato una risoluzione volta a sostenere il decreto legge per la gestione dell’emergenza Campi Flegrei, ma le promesse di sette milioni di euro sembrano al momento restare sulla carta. Questo impegno, seppur significativo, non offre ancora soluzioni chiare su come e quando questi fondi si tradurranno in aiuti concreti per le famiglie in difficoltà.

Per chi si trova costretto a rimanere con una valigia pronta o ha già lasciato la propria abitazione a causa di ordinanze di protezione civile, è fondamentale che vi sia un’efficace implementazione delle misure che possano mitigare i disagi, piuttosto che una mera questione di cifre di bilancio. Senza un cronoprogramma pubblico e criteri di riparto trasparenti, l’intervento rischia di restare inefficace, mentre le necessità delle persone aumentano, richiedendo affitti temporanei, sussidi per il reddito e sistemazioni adatte per diverse categorie di popolazione.

La trasformazione di questi sette milioni in aiuti tangibili richiede innanzitutto l’emanazione di un decreto attuativo da parte della Giunta regionale, che definisca criteri oggettivi per la distribuzione delle risorse, come il numero di nuclei familiari sfollati e il loro stato di vulnerabilità. Proprio per garantire un’efficace gestione, è necessario istituire un protocollo operativo che coinvolga Regione, Prefettura, comuni e Protezione Civile, al fine di mantenere uniformi le registrazioni degli sfollati. Senza una lista ufficiale, i pagamenti potrebbero subire ritardi significativi.

È essenziale che nei comuni vengano attivati sportelli per raccogliere richieste e verificare le necessità dei cittadini, accelerando così l’intero processo. La responsabilità di rispettare le tempistiche di attuazione ricade principalmente sulla Regione, la quale deve garantire che le risorse siano allocate in modo tracciabile. Il Prefetto ha un ruolo di coordinamento e può stabilire tempistiche vincolanti, mentre i sindaci sono chiamati a fornire attestazioni riguardanti le situazioni di emergenza nei territori.

La risoluzione approvata rappresenta un passo politico verso la soluzione, ma ora è cruciale passare all’azione concreta, identificando scadenze e responsabilità chiare. Per gli sfollati, quello che conta è avere certezza su chi è responsabile dell’assegnazione dei fondi e quali tempistiche possono aspettarsi per ricevere un aiuto reale.

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