**Maxiprocesso a Santa Maria Capua Vetere: 766 anni di carcere richiesti per violenze sui detenuti**
La situazione al carcere di Santa Maria Capua Vetere si tinge di grave tensione. In un clima già rovente, la procura ha chiesto ben 766 anni di carcere per 102 imputati coinvolti in uno dei più inquietanti episodi di violenza nelle carceri italiane, avvenuto il 6 aprile 2020, in pieno lockdown. Le immagini e le testimonianze di quanto accaduto quel giorno continuano a suscitare indignazione tra i cittadini e, in particolare, tra le famiglie dei detenuti.
Secondo le prime ricostruzioni, il pubblico ministero Alessandro Milita ha puntato il dito contro le azioni di tortura perpetrate in quel giorno tragico, culminate nella morte del detenuto algerino Hakimi Lamine. “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a tale violenza”, ha affermato il pm durante la requisitoria. La richiesta di pena più alta è stata formulata per Pasquale Colucci, ritenuto il “regista” delle violenze, per il quale sono stati chiesti 21 anni e 4 mesi di reclusione.
A far notizia è anche il ruolo dell’ex comandante della polizia penitenziaria, Gaetano Manganelli, attualmente in servizio a Salerno. Milita non ha alzato freni nei confronti di Manganelli, descrivendolo come un “criminale” e rivolgendo accuse pesanti sulla sua condotta durante gli eventi. “Sei responsabile di tutto ciò che è accaduto e sapevi delle sofferenze dei detenuti”, ha aggiunto il pm, riportando l’attenzione sui 15 reclusi pestati, considerati i capi della protesta per la positività al Covid di un detenuto.
La situazione ha sollevato un scandaloso dibattito pubblico, con i cittadini di Santa Maria Capua Vetere che si schierano tra chi chiede giustizia e chi teme per la sicurezza dei propri cari nelle carceri. “Tutti questi anni di carcere sono solo un inizio, ci vuole giustizia per quanto accaduto”, ha commentato un familiare di un detenuto. La tensione tra i residenti rimane palpabile, con molti che si interrogano sul futuro della giustizia penale.
Il processo si avvia verso un momento cruciale, e mentre le richieste di pena si susseguono, tutti attendono risposte. Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda. Come reagiranno le istituzioni e quali saranno le ripercussioni sulla vita carceraria in Italia? La domanda, ora, resta aperta.