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San Giorgio a Cremano, crisi politica: si dimette la consigliera di A Testa Alta

Di La Redazione22 Luglio 2026 - 21:4016 secondi fa 2 min di lettura
San Giorgio a Cremano, crisi politica: si dimette la consigliera di A Testa Alta

SAN GIORGIO A CREMANO – Una frattura inaspettata scuote la già fragile concordia politica della maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Michele Carbone. Ginevra Palmentieri, consigliera comunale e cara ai cittadini, ha deciso di lasciare il movimento “A Testa Alta” insieme a ben 18 dei 24 candidati che avevano sostenuto la lista alle recenti elezioni amministrative.

La ragione di questo strappo è una nomina: Iolanda Cacciuottolo, recentemente scelta come assessora alla Scuola e all’Avvocatura. Secondo quanto si apprende, la decisione sarebbe stata presa in assenza di un adeguato confronto interno, suscitando il malcontento dei dissidenti. I firmatari di una nota ufficiale denunciano una mancanza di coerenza e trasparenza nelle scelte politiche, frutto di una decisione limitata a un ristretto gruppo di persone.

“Abbiamo lavorato duramente per raccogliere 1.787 preferenze, frutto di un progetto politico serio”, sottolineano i ribelli, scagliandosi contro la dirigenza regionale, che avrebbero avallato una scelta poco rappresentativa. Tra le personalità che hanno rinunciato, spiccano anche le presentatrici della lista, come la dottoressa Libera D’Angelo e l’avvocato Mariangela Miglietta.

Nonostante le tensioni, i fuoriusciti hanno chiarito di non voler minare l’amministrazione Carbone, esprimendo sempre solidarietà al sindaco. “La situazione è un problema esclusivamente interno a ‘A Testa Alta’ e la responsabilità ricade sulla classe dirigente regionale”, hanno ribadito, marcando così la divisione in seno al gruppo.

Questo episodio segna un primo importante snodo politico per la nuova amministrazione di San Giorgio a Cremano, che si trova a dover affrontare le conseguenze di un successo elettorale significativo. Con oltre l’87% dei consensi, il sindaco sarà chiamato a gestire non solo la governance locale, ma anche le ripercussioni di una minoranza che sta già alzando la voce e potrebbe influire sulle dinamiche future. La domanda resta aperta: come si evolverà questa situazione all’interno del movimento e quali potrebbero essere le conseguenze per la stabilità politica della città?