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Rione Traiano, funerali vietati per il boss Salvatore Puccinelli: un altro colpo alla camorra

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Napoli – La morte improvvisa di Salvatore Puccinelli, noto come “Straccetta”, ha riacceso i riflettori sulla storica lotta tra crimine e autorità nella periferia occidentale di Napoli. Il fondatore dell’omonimo clan del Rione Traiano, spentosi per un arresto cardiaco all’alba di ieri, ha segnato un’epoca nel panorama della malavita partenopea, portando avanti operazioni lucrative per oltre tre decenni.

Il decesso ha subito attivato i protocolli di sicurezza: il Questore ha deciso di vietare i funerali pubblici. Nel pomeriggio, la salma è stata trasferita in un’agenzia funebre e, stamattina, sarà condotta al cimitero di Fuorigrotta per una cerimonia riservata. “Non ci saranno esequie solenni”, ha ribadito un portavoce delle forze dell’ordine, sottolineando l’intento di mantenere la situazione sotto controllo.

Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione, Puccinelli, alla guida del clan Puccinelli-Petrone, ha sfruttato la sua crescente influenza per espandere il controllo sulle aree maggiormente redditizie del Rione Traiano, sfidando le famiglie rivali dei Cutolo e Soraniello. Attraverso alleanze strategiche, come quella con i Licciardi di Secondigliano, il clan è diventato un attore principale nello spaccio di droga, fatturando milioni di euro all’anno.

La repressione da parte delle forze dell’ordine non è mai mancata. Gli anni tra il 2003 e il 2007 hanno visto una serie di arresti che hanno decimato il clan, ma la vera batosta è arrivata nel gennaio 2017, quando un maxi-blitz ha portato a 86 arresti. Si trattava di un’organizzazione che operava attraverso bunker nascosti e check-point abusivi, scoprendo un sistema criminale ben radicato e organizzato. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, raccontano i residenti che vivevano a pochi passi dai luoghi di azione del clan.

Nonostante gli arresti, la sigla dei Puccinelli-Petrone si è mantenuta attiva nel narcotraffico e il clima di preoccupazione tra i residenti è palpabile. Con la morte di “Straccetta”, si conclude una fase ma gli inquirenti sono all’erta, temendo che questo possa innescare una guerra di successione tra i gruppi locali. Come dichiarano i vicini, “la situazione potrebbe degenerare in qualsiasi momento”.

Intanto, nel Rione Traiano, il futuro della criminalità è ancora incerto, ma la sensazione generale è che le tensioni non siano destinate a placarsi presto. La domanda, ora, resta aperta: chi prenderà il comando dopo Puccinelli?