Raid punitivo legato a debito per droga, Sabato Ferrante condannato a quasi tre anni
Un episodio di violenza inquietante ha colpito la città di Napoli e i suoi dintorni, mettendo in luce il lato oscuro del narcotraffico. Sabato Ferrante, un 28enne di Altavilla Irpina e genero di un noto narcotrafficante, è stato condannato per tentata estorsione aggravata, lesioni personali e detenzione illegale di armi. L’episodio risale a un raid avvenuto a Benevento, dove Ferrante, armato di mitra Uzi, ha fatto irruzione nell’abitazione di un debitore, imponendo un riscatto di 32.500 euro per un debito in droga.
L’operazione, rivelatrice di dinamiche mafiose, è stata seguita dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, sotto la guida dei Pm Henry John Woodcock e Gabriella Di Lauro. Secondo quanto si apprende dalle indagini, Ferrante ha aggredito brutalmente il debitore, colpendolo con il calcio della pistola e infliggendo calci e pugni, causando un trauma cranico e altre ferite.
Il Giudice per l’Udienza Preliminare ha inflitto a Ferrante una pena di 2 anni e 10 mesi, nettamente inferiore alla richiesta iniziale della Procura di 4 anni e 4 mesi. Un verdetto che ha scatenato reazioni nella comunità locale, già preoccupata per il crescente clima di violenza. “La situazione è allarmante, bisogna intervenire”, commenta un abitante della zona.
Le prove presentate in aula sono state in gran parte decisive: intercettazioni telefoniche, testimonianze dirette e referti medici hanno confermato la gravità del crimine. Nonostante la condanna, la difesa di Ferrante ha immediatamente annunciato l’intenzione di appellarsi, generando inquietudine tra i residenti.
Nei prossimi giorni, l’attenzione sulla vicenda rimarrà alta, rivelando quanto sia difficile estirpare l’influenza della criminalità organizzata nel nostro territorio. Resta ora da chiarire come evolverà la situazione e quali effetti avrà sulla comunità locale.

