Appello a Napoli, tre carabinieri condannati: cambia l’assoluzione per la sparizione di 66 chili di cocaina
Un colpo al cuore per l’immagine delle forze dell’ordine in Campania: tre carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata si trovano al centro di un caso che ha sconvolto la comunità. Accusati di aver tradito il loro giuramento, i militari sono stati condannati dalla Corte d’Appello di Napoli a pene severissime per il loro coinvolgimento in un’operazione di traffico di droga che puzza di corruzione.
La vicenda, emersa nelle ultime ore, affonda le radici in un’operazione del 19 gennaio 2019, quando, durante un’importante operazione antidroga nel porto di Napoli, sarebbero stati sottratti 66 chilogrammi di cocaina da un container sotto sequestro. Secondo l’accusa, parte di quel carico sarebbe stata consegnata a Francesco Casillo, un ex narcotrafficante, in cambio di informazioni riservate riguardo ad arresti e sequestri.
Le accuse, sostenute dalle dichiarazioni di Casillo stesso, hanno portato al processo, iniziato con un’assoluzione per i tre carabinieri lo scorso luglio. Tuttavia, il pubblico ministero Pierpaolo Filippelli ha fatto ricorso, ottenendo una revisione della decisione. In questa nuova sentenza, il colonnello Pasquale Sario e il maresciallo Gaetano Desiderio sono stati condannati a nove anni di reclusione, mentre per l’appuntato Sandro Acunzo la pena è stata fissata a 14 anni. Un verdetto che, sebbene più severo, è ancora sotto le aspettative del procuratore, che aveva chiesto condanne più lunghe.
“È una decisione inaspettata”, commenta l’avvocato Roberto Russo, che difende i militari. Il legale sottolinea come, secondo la difesa, il processo di primo grado avesse dimostrato l’assenza di prove sufficienti per una condanna. Adesso, la difesa è pronta a ricorrere alla Corte di Cassazione, nella speranza di ribaltare il giudizio.
Nel quartiere e nella comunità, gli sviluppi di questa storia hanno già sollevato un’ondata di commenti e preoccupazione. “È inquietante sapere che qualcuno che dovrebbe proteggerci possa essere coinvolto in simili attività,” dice un residente. Mentre la questione continua a sollevare interrogativi sulla fiducia nei corpi di polizia, gli occhi sono ora puntati sulla Cassazione, dove si continuerà a scrivere il destino di questi tre uomini in divisa.
La domanda, ora, resta aperta: quale impatto avrà questa vicenda sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e quali sviluppi ci attendono nei prossimi giorni?


