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Omicidio Luca Esposito, il mistero dell’ultimo messaggio su WhatsApp prima delle fiamme

Di La Redazione22 Luglio 2026 - 21:3514 secondi fa 2 min di lettura
Omicidio Luca Esposito, il mistero dell’ultimo messaggio su WhatsApp prima delle fiamme

La tragicità dell’omicidio di Luigi “Luca” Esposito segna un nuovo capitolo inquietante nella cronaca di Napoli e delle sue aree circostanti. Il giornalista sportivo, 53 anni, è stato trovato carbonizzato in Contrada Cioffi, a Eboli, tra il 18 e il 19 luglio, e la brutalità del delitto ha già suscitato indignazione e preoccupazione tra i cittadini.

Dai primi accertamenti medico-legali, emerge un quadro agghiacciante: Esposito potrebbe essere stato vivo quando il suo corpo è stato dato alle fiamme. I risultati dell’autopsia, durata cinque ore, hanno smentito l’ipotesi di un omicidio avvenuto per arma da fuoco. Le lesioni sul corpo del giornalista indicano un violento pestaggio, con fratture al volto e costole, segni di una lotta feroce che lascia presagire un’esecuzione premeditata.

Secondo quanto si apprende dalla ricostruzione iniziale, la Procura di Salerno ha avviato un’indagine per omicidio. La salma di Esposito è attualmente sotto sequestro, in attesa di indagini più approfondite. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente della zona, ancora scosso dai fatti.

Uno degli elementi chiave dell’indagine è il cellulare scomparso del giornalista. Questo dispositivo potrebbe contenere informazioni cruciali, tra cui chiamate e messaggi degli ultimi istanti della sua vita. La traccia digitale si interrompe alle 22:47 del 18 luglio, e gli investigatori stanno indagando se il telefono sia stato portato via dall’assassino o distrutto per nascondere prove.

Anche le telecamere di videosorveglianza hanno catturato un momento significativo: la Lancia Y bianca di Esposito è stata ripresa mentre si dirigeva verso il luogo del ritrovamento. La sequenza degli eventi suggerisce che il giornalista fosse atteso da qualcuno in quella zona isolata, indicando un possibile appuntamento fatale.

Le indagini si sono inoltre concentrate sulle attività svolte da Esposito durante le ore precedenti all’omicidio. Varie testimonianze di amici e parenti parlano di incarichi misteriosi, ma al momento non risulta che il giornalista fosse legato formalmente a nessuna struttura. Questa discrepanza solleva interrogativi su possibili conflitti nella sua vita privata.

Al momento, la pista principale sembra essere di natura personale, senza legami evidenti con l’attività giornalistica di Esposito. Le prossime ore e giorni saranno decisivi per ricostruire i contatti e gli incontri avuti dal cronista nelle sue ultime ore. In un clima di crescente ansia, tra i residenti di Napoli e delle aree limitrofe resta alta l’attenzione su questa vicenda, nella speranza che gli inquirenti possano far luce su uno dei casi più oscuri che la città ha vissuto di recente.