Napoli, dodici anni dalla scomparsa di Salvatore Giordano: il ricordo del fratello
Il 9 luglio non è solo una data nel calendario per la famiglia Giordano: segna il doloroso anniversario della morte di Salvatore, un ragazzo di 14 anni, vittima di un tragico incidente avvenuto nel cuore di Napoli. Colpito da calcinacci in Galleria Umberto I mentre passeggiava con gli amici, Salvatore ha lasciato un vuoto incolmabile il 9 luglio 2014, dopo giorni di lotta per la vita.
Oggi, il fratello Antonio, invece di trovare risposte, si sente travolto da interrogativi. “In dodici anni ci siamo chiesti se la tua morte sia servita a qualcosa, eppure, guardando i crolli e le tragedie che ci sono stati dopo, il dolore si acuisce”, rivela con un velo di tristezza. Una città che sembra non aver imparato la lezione: la sicurezza è ancora una questione aperta.
Recentemente, la famiglia ha assistito a un episodio inaccettabile. Une targa commemorativa dedicata a Salvatore è stata trovata in un cantiere, mal gestita e trascurata. “È un gesto che denota mancanza di rispetto verso la sua memoria,” commenta Antonio, evidenziando il disinteresse che persiste. “Il percorso giudiziario si è chiuso, ma per me non c’è vera giustizia. Una sentenza non potrà mai riportarlo indietro.”
In mezzo a questo dolore, Antonio ricorda il coraggio di Salvatore: un ragazzo che, nel momento del pericolo, scelse di proteggere i suoi amici piuttosto che pensare a se stesso. “La sua figura continua a vivere nei cuori di chi lo ha amato”, conclude, trasmettendo un messaggio di amore e fratellanza che echeggia in tutta Napoli.
Rimane ora la domanda: quanto tempo ci vorrà affinché la città riconosca il valore della vita e della sicurezza? L’eco della tragedia di Salvatore ci interpella a riflettere su ciò che è cambiato, ma soprattutto su ciò che invece resta inalterato.

