Un episodio inquietante ha scosso la tranquillità del fiordo di Crapolla, nel comune di Massa Lubrense. Nel pomeriggio di ieri, un’imbarcazione ha oltrepassato le boe di delimitazione, irrompendo in un’area classificada come zona B dell’Area Marina Protetta (Amp) di Punta Campanella, contravvenendo così alle norme di sicurezza e protezione ambientale.
Questa zona, ricca di biodiversità e patrimonio naturale, è notoriamente protetta per garantire la sicurezza dei bagnanti e preservare l’ecosistema marino. La navigazione è severamente vietata, eppure il gesto sconsiderato di alcuni diportisti ha sollevato forti preoccupazioni tra i residenti e i frequentatori della zona.
Stando a quanto riportato dalle prime informazioni, la Presidente dell’Amp, Carolina Mazzella, ha espresso la sua più netta condanna: “Questo non è solo un atto di inciviltà, ma una grave violazione delle norme di tutela ambientale. Le boe sono lì per un motivo ben preciso, e il loro superamento compromette la sicurezza di tutti gli utenti del mare” ha affermato.
Mazzella ha sottolineato l’importanza di rispettare le regole: “Il dovere della salvaguardia spetta a tutti noi. Situazioni come queste non sono solo irresponsabili, ma mettono in pericolo anche i bagnanti.” Insieme alla condanna, l’Amp ha annunciato che inoltrerà le foto dell’infrazione alla Capitaneria di Porto, chiedendo ai cittadini di segnalare tempestivamente qualsiasi comportamento illecito.
Intanto, mentre ci si interroga sulla ragione di simili atti, l’Amp Punta Campanella non si ferma. È operativo un nuovo campo boe tra l’isolotto di Isca e Crapolla, pensato per garantire la sicurezza delle imbarcazioni. Quest’infrastruttura di ottomila ormeggi mira a eliminare la necessità di calare l’ancora, proteggendo così i fondali marini da danni irreparabili.
“Stiamo cercando di fornire opzioni sostenibili ai diportisti,” afferma un portavoce dell’Amp, che segnalano anche la possibilità di pagare in modo digitale attraverso l’app Blue Discovery o direttamente agli addetti sul posto. A questo punto, la domanda resta aperta: come si mobiliterà la comunità per garantire il rispetto delle norme e proteggere il prezioso patrimonio naturale di Crapolla?