È un momento difficile per Castel Volturno. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha richiesto la custodia cautelare in carcere per il sindaco Pasquale Marrandino, avviando un’inchiesta che mostra dettagli inquietanti. L’accusa? Corruzione, in un contesto che sembra ben lontano dall’essere risolto.
Oltre al primo cittadino, gli inquirenti hanno chiesto gli arresti domiciliari anche per l’ingegnere Daniele Di Caprio, il presunto corruttore. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, riferiscono alcuni cittadini, preoccupati per il futuro della loro amministrazione. Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, l’indagine coinvolge altre otto persone, il che suggerisce un panorama ancora più vasto di presunti illeciti.
Il fulcro di questa vicenda risale al marzo 2025, quando gli investigatori del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Caserta osservavano Marrandino mentre si incontrava con Di Caprio nei pressi di un bar. Le telecamere avrebbero ripreso l’ingegnere mentre consegnava una scatola, che il sindaco, secondo i magistrati, avrebbe accettato senza alcuna reazione, come se fosse tutto già concordato. I giorni successivi avrebbero visto Marrandino prelevare banconote da quella scatola, fino a raccogliere una somma complessiva di 560 euro, ritenuta dagli inquirenti come tangente.
In cambio di quel denaro, il sindaco avrebbe facilitato l’affidamento di un incarico professionale al Di Caprio, relativo alla raccolta e al trasporto dei rifiuti. Un affidamento diretto, del valore di circa 29 mila euro, che avrebbe bypassato l’elenco comunale dei professionisti, un elemento fondamentale per il caso.
Il giudice per le indagini preliminari, Angela Mennella, dovrà ora valutare la richiesta cautelare. Gli interrogatori preventivi sono stati fissati per il 30 luglio, una tappa cruciale per l’evolversi della vicenda. “Stiamo cercando di ricostruire ogni passaggio”, trapela dagli ambienti investigativi, mentre l’amministrazione comunale è in attesa di chiarimenti.
Questa inchiesta non è l’unica a gravare sul sindaco Marrandino. Il primo cittadino è coinvolto anche in altri tre procedimenti che lo vedono al centro di sospetti di corruzione e di anomalie nelle elezioni comunali del 2024. Coinvolto in un quadro già complesso, c’è anche il consigliere regionale Giovanni Zannini, che non manca di aggiungere ulteriore tensione alla situazione.
Nonostante le pressioni e le incertezze, Marrandino ha escluso l’ipotesi di dimissioni, affermando di voler proseguire il proprio mandato. Ma nel clima di crescente sfiducia e preoccupazione tra i residenti, restano molte domande su quale sia il futuro di Castel Volturno e se questa storia possa davvero chiudersi in modo sereno. Le prossime ore potrebbero essere decisive per chiarire ulteriormente la situazione.