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Aggressione a Capodimonte: vigilante e due lavoratrici colpiti, la FP CGIL chiede interventi per la sicurezza

Aggressione a Capodimonte: vigilante e due lavoratrici colpiti, la FP CGIL chiede interventi per la sicurezza

In un pomeriggio che avrebbe dovuto essere di tranquillità e svago, il Real Bosco di Capodimonte si è trasformato in scena di un’aggressione che ha destato grande preoccupazione. Un uomo, in evidente stato di alterazione, ha aggredito due lavoratrici del presidio di vigilanza presso Porta Piccola, scatenando il caos tra i presenti.

L’incidente è avvenuto intorno alle 15. Mentre le dipendenti cercavano di gestire la situazione, l’aggressore ha spruzzato spray al peperoncino, causando non solo disagio e paura, ma ferendo fisicamente una guardia giurata intervenuta per fermarlo. La dinamica dell’episodio, analizzata da FP CGIL Campania, evidenzia come la mancanza di adeguate misure di sicurezza renda vulnerabili non solo i lavoratori, ma anche i tanti visitatori del parco.

Secondo quanto si apprende, l’aggredito ha dovuto essere trasportato al Pronto Soccorso per le ferite subite nell’azione difensiva. Solo grazie al pronto intervento di due agenti del Reparto a Cavallo della Polizia di Stato, che si trovavano nei dintorni, è stato possibile fermare l’aggressore prima che la situazione degenerasse ulteriormente.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un testimone. La paura ha coinvolto non solo il personale, ma anche famiglie e turisti, abituali frequentatori della tranquilla oasi urbana. La vicenda, emersa nelle ultime ore, ha messo in luce una questione di sicurezza molto sentita. Il sindacato, infatti, ha richiamato l’attenzione sulla fragilità del sistema di vigilanza, lamentando l’assenza di strumenti di comunicazione immediata tra le varie unità di guardia.

“Non ci preoccupiamo solo per i lavoratori, ma anche per i visitatori. Un episodio simile potrebbe colpire chiunque”, ha sottolineato un rappresentante della FP CGIL Campania, evidenziando che è urgente incrementare le misure di protezione al fine di garantire un ambiente sicuro per tutti.

La richiesta è chiara: serve un intervento rapido da parte della Direzione del Museo e delle autorità competenti, affinché vengano implementate procedure operative efficaci, accompagnate da un potenziamento del coordinamento con le Forze dell’Ordine. Nel quartiere, l’eco di questa aggressione rimane vivo, lasciando la comunità con un interrogativo cruciale: quanto è sicuro realmente il nostro patrimonio culturale e i luoghi di aggregazione? Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per affrontare questa problematica.

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Autore

La Redazione