Tav, inchiesta su presunti illeciti: perquisito un funzionario di Rfi
La corruzione ha messo radici profonde nella gestione degli appalti pubblici a Caserta, e un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere getta una luce inquietante su una rete di tangenti legate all’appalto per lo smaltimento di terre e rocce provenienti dai lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari.
Al centro dell’attenzione, un appalto da oltre 9 milioni di euro affidato a un consorzio di imprenditori, ma le indagini stanno rivelando ben altro: secondo quanto emerso, la vicenda si allarga con l’iscrizione nel registro degli indagati di cinque nuovi nomi, tra cui un funzionario di RFI. L’intera manovra di corruzione si starebbe sviluppando da vari mesi, e ora inizia a emergere un quadro complesso che coinvolge anche imprenditori del settore delle cave.
All’interno di questa rete, spicca Domenico Semplice, funzionario RFI, indagato per corruzione insieme alla moglie e a personaggi noti del panorama imprenditoriale locale, come Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco. L’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, già noto per i suoi legami controversi, risulta tra i principali indagati, accusato di aver facilitato tangenti superiori ai 200mila euro in cambio di favori last-minute nel rilascio delle autorizzazioni.
Un episodio chiave della vicenda si sarebbe consumato nella primavera del 2022, quando l’imprenditore Antonio Luserta si sarebbe messo in contatto con Marino per risolvere la mancanza di autorizzazione necessaria per smaltire i materiali della sua cava, sita a Santa Lucia. Secondo gli inquirenti, Marino ha dunque sollecitato Semplice per garantire l’appalto e incassare in cambio una tangente ingente.
La complicata trama di corruzione ha portato alla scoperta di un Rolex di lusso, dal valore di circa 80mila euro, rinvenuto dai carabinieri durante una serie di perquisizioni. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente, alludendo all’impatto che l’inchiesta sta avendo sulla comunità locale, già segnata da un clima di sfiducia.
Le indagini, avviate anche grazie a denunce anonime, si stanno ampliando e potrebbero coinvolgere ulteriori protagonisti. Negli ambienti investigativi si fa riferimento a un sistema più ampio, in cui anche Sferragatta e Bifulco avrebbero fatto la loro parte, versando somme al funzionario RFI in cambio di appalti diversi, seppur meno rilevanti.
Nel frattempo, i cittadini continuamano a interrogarsi su quante altre verità restino nascoste dietro a questa vicenda. La domanda che ora aleggia nella comunità è: quanti altri legami e meccanismi corruttivi si celano dietro le apparenze? Il tempo dirà se questa inchiesta porterà a un cambiamento reale nel sistema degli appalti pubblici a Caserta.


