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Carmine Maisto assolve nel processo ai clan: no all’aggravante mafiosa

Carmine Maisto assolve nel processo ai clan: no all’aggravante mafiosa

Napoli – La sentenza che ha scosso il cuore del sistema imprenditoriale napoletano è finalmente arrivata: Carmine Maisto, figura controversa del settore, non vedrà riconosciuta l’aggravante mafiosa per i reati a lui contestati. Il verdetto è stato emesso dalla sesta sezione penale della Corte di Appello di Napoli, che ha condannato l’imprenditore a due anni e quattro mesi di reclusione per la bancarotta della sua azienda, la Maica.

Il caso, che ha tenuto col fiato sospeso molti nella città partenopea, riguardava presunti legami tra Maisto e il clan Mallardo, noto per la sua influenza nel traffico di affari illeciti. Ma nonostante le pesanti accuse, i giudici hanno deciso di escludere l’aggravante mafiosa in diverse circostanze, incluso il caso relativo alla bancarotta della MPM Immobiliare. “Abbiamo sempre sostenuto la posizione di innocenza di certo, e ora la Corte ha confermato i nostri dubbi,” commenta uno dei legali di Maisto.

Coinvolto nell’iter giudiziario anche il figlio Antonio, condannato a due anni e due mesi per la stessa vicenda. La vicenda processuale si è rivelata intricata, con il sequestro iniziale di beni per un valore di circa 50 milioni di euro, successivamente revocato con la restituzione del patrimonio. Frattanto, la Corte di Cassazione è intervenuta ben tre volte per chiarire i vari aspetti del caso, portando a una serie di assoluzioni.

Le reazioni tra i cittadini e imprenditori locali sono variegate. Molti esprimono sollievo per le assoluzioni di altri membri della famiglia Maisto e di diversi co-imputati, come il geometra Antonio Pirozzi. “Questo caso ha scosso il nostro quartiere. La sicurezza e la legalità devono tornare protagoniste,” è il pensiero di un residente di Secondigliano, zona storicamente difficile.

La sentenza di oggi non chiude il capitolo. Le motivazioni, attese entro tre mesi, potrebbero rivelare ulteriori dettagli sui meccanismi di una giustizia che continua a lottare con un passato pesante. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se e come le autorità locali reagiranno a questa nuova fase della vicenda.

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La Redazione