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Racket delle pulizie a Ponticelli: il clan De Micco-De Martino allunga le sue mani nei rioni popolari

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Un sistema di estorsioni silenziose ha controllato i servizi condominiali a Ponticelli, tra minacce e sottomissione dei residenti.

Nel quartiere popolare di Ponticelli, a Napoli, il controllo della camorra si manifestava in modo subdolo e inquietante. Qui, il clan De Micco-De Martino ha imposto una forma di micro-estorsione che ha stravolto la vita quotidiana dei residenti, costringendoli a pagare per un presunto “servizio di pulizie” gestito dai loro stessi affiliati.

Questa situazione ha trasformato i corridoi dei palazzi di edilizia popolare in veri e propri feudi camorristici, dove l’idea di libertà è stata rimpiazzata da paure e intimidazioni. Chi rifiutava di pagare rischiava ritorsioni fisiche e l’espulsione forzata dal proprio alloggio. Un terrore che, secondo le attuali indagini, ha radici profonde nel territorio.

Le autorità sono intervenute dopo aver esaminato indizi raccolti, in particolare, dall’area del Lotto 10, dove Nicola Onori, noto come “‘o ualluso”, e Loredana Palmieri sono stati già condannati per il racket delle pulizie. Secondo quanto si apprende, questo racket non era una scelta per i cittadini, ma una costrizione. “Abbiamo sentito sempre minacce intorno a noi”, racconta un residente, ben consapevole della situazione.

Proseguendo attraverso il rione, si nota un fenomeno simile nel Parco Conocal, dove la famiglia Pignatiello, alleata con il clan D’Amico, ha monopolizzato la riscossione delle somme, presentandosi casa per casa per raccogliere il dovuto. Non solo, ma qualsiasi forma di resistenza è stata sistematicamente soffocata.

Il controllo del territorio si è esteso anche al Lotto 5 e alle “5 Torri”, dove lo stesso Onori, con Maria Lazzaro, ha replicato un sistema di imposizione fiscale per il “servizio di pulizia”, costringendo le famiglie a versare mesi dopo mesi. Queste “tasse”, secondo le dichiarazioni degli informatori, avrebbero sostenuto non solo le spese quotidiane del clan, ma anche i costi per i detenuti.

Le indagini in corso hanno messo in luce come il racket non fosse semplicemente una questione di abuso di vicinato. Al contrario, si tratta di una vera e propria estorsione mafiosa che ha creato un “Stato parallelo” nel cuore dei rioni popolari. Le istituzioni, ora più che mai, sono chiamate a rispondere per restituire sicurezza e legalità a questi quartieri dimenticati.

Per gli abitanti di Ponticelli, la speranza di un cambiamento è appesa all’efficacia delle azioni giudiziarie. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per mettere fine a questa pressione insostenibile e alla paura costante. La domanda rimane: i cittadini riusciranno a liberarsi di questo giogo camorristico che attanaglia la loro vita quotidiana?