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Carceri in Campania, oltre 8mila detenuti: sovraffollamento e aggressioni in aumento

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Le carceri campane soffrono sovraffollamento e violenze, con il potere dei clan che continua a crescere dietro le sbarre.

Le carceri della Campania si trovano in una situazione disperata, un rischio per la sicurezza pubblica che non può essere ignorato. Con oltre 8.000 detenuti a fronte di una capienza di circa 6.200 posti, il sovraffollamento è diventato un’emergenza che colpisce non solo i detenuti, ma anche il personale penitenziario. Le condizioni all’interno degli istituti sono diventate insostenibili, complicate ulteriormente da una carenza di oltre mille agenti.

Stando a quanto emerge dalle ricostruzioni iniziali, in Italia si registrano circa 2.000 aggressioni al personale penitenziario ogni anno. La Campania contribuisce pesantemente a questo allarmante dato con oltre 300 attacchi documentati, una media che si traduce in cinque aggressioni al giorno a livello nazionale. Questa situazione di insicurezza genera un clima di paura tra gli operatori, costretti a lavorare in condizioni critiche.

Aldo Di Giacomo, segretario regionale del sindacato di Polizia Penitenziaria, lancia un grido d’allerta: “I boss continuano a esercitare il loro potere anche dall’interno delle celle, influenzando notevolmente la vita quotidiana degli altri detenuti e diminuendo la collaborazione con la giustizia.” Solo una percentuale ridotta delle vittime, il 7-8%, si sente sicura nel denunciarsi, segnando un drammatico passo indietro nella lotta contro la criminalità organizzata.

Il traffico di sostanze illecite e l’uso illecito di telefoni cellulari complicano ulteriormente la già fragile situazione. La Campania detiene un primato negativo in fatto di sequestri di droga e scoperta di cellulari, strumenti che non solo permettono ai clan di mantenere il potere, ma rendono difficile l’attuazione di qualsiasi piano rieducativo all’interno delle carceri.

Di Giacomo sottolinea anche l’inefficacia delle istituzioni nel fronteggiare questi problemi: “Siamo di fronte a una crisi che richiede risposte immediate e strutturali. È fondamentale potenziare le tecnologie anti-cellulari e anti-drone e pianificare interventi di edilizia penitenziaria che siano concreti e finanziati.”

In un contesto così critico, la lotta per migliorare le condizioni nelle carceri campane è più che mai urgente. Riusciranno le istituzioni a dare ascolto a queste richieste e a intervenire prima che la situazione precipiti ulteriormente? Intanto, i cittadini resta in attesa di risposte, mentre proprio all’interno delle carceri continua il rischio di una escalation di violenze e il potere dei clan rimane saldo.