Seguici
Notizie live
Caricamento...

Torre Annunziata, 4 anni di pena per lo staffista dell’ex sindaco di Sorrento

Scorri per leggere ↓

Prima sentenza nel caso Sistema Sorrento, con una condanna per induzione indebita a un membro dello staff dell’ex sindaco Coppola.

Un’ombra di corruzione si allunga su Torre Annunziata, dove la giustizia inizia a far sentire il suo peso. Francesco Di Maio, ex membro dello staff dell’ex sindaco Massimo Coppola, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per induzione indebita a dare o promettere utilità.

La sentenza, emessa dal Giudice per l’Udienza Preliminare, rappresenta un primo segnale di un processo che ha svelato un sistema corruttivo ramificato all’interno dell’amministrazione comunale. Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione, i vertici del comune erano coinvolti in una rete di mazzette legate ai più importanti appalti sul territorio.

Il punto di svolta è avvenuto il 21 maggio 2025, quando un blitz della Guardia di Finanza e dei Carabinieri ha portato alla luce 6.000 euro in contanti trovati in possesso di Coppola e Di Maio, denaro di origine illecita, frutto delle tangenti versate da un imprenditore locale.

L’imprenditore Michele De Angelis avrebbe versato circa 66.000 euro per accaparrarsi l’appalto del servizio mensa per il periodo 2023-2026, e ulteriori 50.000 euro per un servizio di asilo nel triennio precedente. Ma l’inchiesta non si limita a questi episodi: gli investigatori hanno scoperto un’ampia rete di corruzione che abbracciava anche assegni per eventi culturali e concorsi pubblici truccati.

Tra le figure coinvolte spicca Raffaele Guida, noto come “Lello il Sensitivo”, considerato l’intermediario principale tra amministratori e imprenditori. Ad aggravare la situazione, la confidenza del sindaco Coppola nel settembre 2025, che ha ammesso agli inquirenti di aver intascato tangenti per oltre 215.000 euro. Queste dichiarazioni hanno scatenato una crisi istituzionale, mettendo a rischio la stabilità del comune.

La condanna di Di Maio è solo l’inizio di un cammino giudiziario che potrebbe rivelare ulteriori turbolenze politiche e sociali. Nel quartiere, c’è alta preoccupazione per le possibili ripercussioni di questa vicenda, con i cittadini che chiedono trasparenza e giustizia. “La situazione è allarmante, vogliamo sapere dove finisce il denaro pubblico,” afferma un residente, cogliendo il sentimento generale di sfiducia.

Resta aperta la questione su come questa inchiesta influenzerà la governance locale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per chiarire ulteriori sviluppi di questa intricata vicenda.