Napoli – Una nuova era di violenza attraversa i vicoli di Afragola, dove una generazione criminale si fa spazio con prepotenza. I “Panzarottari”, un gruppo di recente formazione, hanno messo in discussione l’autorità dei clan storici, sostituendo la fratellanza di una volta con un approccio brutale e senza scrupoli. La situazione ha suscitato allarme tra i residenti delle Salicelle, zona già nota per i conflitti tra bande.
A emergere è Alex Pollaro, giovane collaboratore di giustizia, il quale sta svelando dettagli inquietanti del funzionamento interno di questo nuovo cartello criminale. Durante il suo interrogatorio presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Pollaro ha rivelato come il gruppo sia riuscito a scrollarsi di dosso l’influenza del clan Moccia per affermare la propria autonomia. “Io sono entrato a far parte del gruppo dei Panzarottari quando sono uscito dal carcere nel 2024,” ha dichiarato, raccontando un’infanzia segnata da amicizie leali che ben presto si sono trasformate in affari loschi.
Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, il passaggio da una vita di gioco a una di violenza è avvenuto su strumenti e metodi terribili: ordini impartiti da detenuti attraverso smartphone e attacchi violenti sul territorio sono diventati prassi quotidiana. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona,” spiegano alcuni cittadini, colpiti da un clima di incertezza crescente.
Il legame con i Moccia, un tempo sacro, è diventato un peso per i Nobile, che hanno deciso di tagliare i ponti dopo troppi dissapori. “In passato, Michele Puzio, noto colonnello del clan, si lamentava perché i Nobile non versavano i proventi delle estorsioni,” ha precisato Pollaro, richiamando alla mente scontri armati mai del tutto dimenticati.
Oggi, nonostante gli arresti e le collaborazioni con la giustizia, i Panzarottari continuano a espandere il loro controllo, avendo avviato attività autonome non solo nel racket, ma anche nel traffico di stupefacenti. “Stiamo cercando di ricostruire ogni passaggio”, trapela dagli ambienti investigativi, con l’obiettivo di fermare questa spirale di violenza.
Nel quartiere resta la sensazione che questa storia non sia ancora chiusa. Come si muoveranno le forze dell’ordine per riportare sicurezza in una comunità sempre più angosciata? Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per chiarire l’orientamento di queste bande e la vera portata della loro operatività sul territorio.
