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Caso Domenico Caliendo, esperti confermano lesioni importanti al cuore impiantato

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Un’ombra pesante si estende su Napoli, colpita dalla tragica vicenda di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto dopo un trapianto di cuore non riuscito all’ospedale Monaldi. Il dramma, avvenuto il 21 febbraio scorso, ora riemerge con nuovi, inquietanti dettagli.

Le ultime analisi condotte presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari offrono un quadro allarmante. Gli esperti hanno esaminato i preparati istologici e i vetrini del cuore trapiantato, rivelando che l’organo sarebbe giunto a Napoli in condizioni compromesse. “L’analisi dei campioni ha rivelato necrosi dei tessuti dovuta all’esposizione al ghiaccio secco”, ha dichiarato Luca Scognamiglio, medico legale e consulente della famiglia Caliendo.

Sulla base di queste risultanze, il consulente ipotizza che il trapianto sia stato compromesso già in fase di trasporto, avvenuto dal cuore prelevato in Bolzano. “Abbiamo riscontrato lesioni assimilabili a ustioni da freddo”, continua Scognamiglio, evidenziando un problema serio nella gestione dell’organo vitale.

Domenico, già affetto da gravi patologie, aveva subito l’espianto del suo cuore nativo prima dell’arrivo dell’organo donato. Questo ha aperto una complessa vicenda clinica e giudiziaria, ora sotto indagine da parte della Procura di Napoli, alla ricerca di eventuali responsabilità.

Ma non è tutto. Gli accertamenti non si limitano al solo cuore trapiantato; gli esperti hanno analizzato anche gli effetti del lungo periodo di assistenza extracorporea tramite Ecmo, utilizzato prima del trapianto. “Abbiamo individuato danni da collegamento prolungato all’Ecmo”, ha aggiunto Scognamiglio, un fattore che potrebbe complicare ulteriormente il quadro.

La questione resta aperta mentre gli esperti continuano a lavorare su questo caso, chiedendo proroghe per raccogliere ulteriori documentazioni necessarie a chiarire la tragedia. Le prossime settimane saranno cruciali non solo per comprendere le cause del decesso del piccolo Domenico, ma anche per comprendere il ruolo del trasporto dell’organo e delle procedure successive. Intanto, tra i cittadini di Napoli cresce l’ansia per l’esito di questa vicenda, con la domanda che rimane nell’aria: cosa è davvero andato storto?