Cronaca
Napoli, spionaggio a pagamento: il giallo dei dati venduti a chiave in mano
Napoli – Un’operazione di polizia ha scoperchiato un sistema folle di compravendita di dati sensibili, dove le informazioni più riservate venivano scambiate come merce di contrabbando. Secondo le indagini, il cuore oscuro di questo traffico si trova nel quartiere di San Giorgio a Cremano, fulcro di un’incredibile rete di furto di dati.
“Un’attività che ha toccato valori altissimi – ha dichiarato un ufficiale della polizia – ci troviamo davanti a un business di portata nazionale.” Gli investigatori hanno accertato che i dati venivano ricavati illegalmente da banche dati pubbliche, alimentate da membri infedeli delle forze dell’ordine e dalla pubblica amministrazione. In questa intricata trama, nomi e numeri di migliaia di cittadini italiani sono finiti nel mirino.
Giuseppe Picariello, un napoletano considerato il braccio destro di Mattia Galavotti, l’uomo ritenuto a capo di questo traffico, ha fatto un uso spregiudicato delle informazioni, vendendole a clienti di società d’investigazione. “Abbiamo documenti che provano l’esistenza di una vera e propria organizzazione” ha aggiunto un inquirente, sottolineando la complessità dell’operazione.
Tra i bersagli di questo spionaggio ci sono nomi noti, come il cantante Alex Britti e figure imprenditoriali di spicco. “Nessuno è al sicuro, le informazioni di chiunque potrebbero essere utilizzate contro di lui,” ha commentato un esperto di cybersecurity contattato.
Mentre il sistema di raccolta e smistamento dei dati continua a destare preoccupazioni, la domanda resta: quanto può estendersi questo fenomeno? In un’epoca in cui i dati sono preziosi quanto l’oro, Napoli si trova nuovamente al centro di uno scandalo che potrebbe dare il via a un dibattito acceso su privacy e sicurezza. Cosa ne pensate? È davvero possibile fermare questa nuova frontiera del crimine?