Cronaca
Epatite A nei Campi Flegrei: vertice d’emergenza per la filiera ittica in allerta
Un oscuro allerta avvolge la filiera ittica napoletana. L’epidemia di epatite A ha colpito duramente, lasciando il segno anche sui banchi di vendita. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato a Palazzo di Governo un vertice d’emergenza, un segnale chiaro: è tempo di agire.
I rappresentanti dei comuni flegrei sono intervenuti, così come i direttori regionali della sanità. “Dobbiamo affrontare questa crisi insieme, senza lasciare nessuno indietro”, ha affermato Di Bari, evidenziando la necessità di un intervento tempestivo. I casi di positività al virus sono diminuiti nelle ultime settimane, ma resta una grande cautela. Dipendenti del settore e ristoratori rimangono sull’orlo del baratro.
In questo contesto, il mercato dei molluschi crudi vive una stagnazione insostenibile. Secondo un ristorante di Bacoli, “Le persone evitano di ordinare pesce. La sfiducia è palpabile.” Le associazioni di categoria non hanno perso tempo nel chiedere un sostegno economico dalla Regione, sottolineando che la ripresa è lenta, nonostante i primi segnali di ripresa sanitaria.
Eppure, mentre i dati mostrano un miglioramento, la paura continua a serpeggiare tra i consumatori. “I nostri mitili sono i più freschi, ma la gente ci guarda con scetticismo”, spiega un pescatore del lungomare partenopeo. È un danno che va oltre il semplice aspetto sanitario, colpendo direttamente la reputazione dei prodotti locali.
La trasparenza diventa fondamentale. Le associazioni hanno chiesto maggiori informazioni ai cittadini. “I nostri prodotti sono sicuri”, insistono, ma la comunicazione deve cambiare. La crisi non è solo economica, si fa anche culturale. Gli enti preposti, come l’ARPAC, si sono detti pronti a intensificare i controlli, ma i consumatori vogliono fatti, non parole.
Intanto, il coordinamento tra sindaci e prefettura si fa sempre più stringente. “È vitale unire le forze”, ha dichiarato il sindaco di Bacoli. Un tavolo permanente è stato creato per garantire la sicurezza delle aree costiere. Tuttavia, non basta. Il controllo congiunto deve andare oltre.
La tensione sull’aria è palpabile. Riuscirà Napoli a risollevarsi? La filiera ittica è una parte fondamentale della cultura gastronomica locale, ma il percorso verso il recupero sembra ancora lungo e tortuoso. I cittadini, ora più che mai, hanno bisogno di risposte, di sapere che la loro tavola sarà sicura. Chissà se le istituzioni saranno in grado di restituire serenità e fiducia ai napoletani.