Cronaca
Napoli, il primo bar gestito da disabili in una scuola: una rivoluzione social!
A Napoli si scrive una pagina di grande impatto sociale. L’11 novembre prochain, il quartiere di Fuorigrotta si prepara a sperimentare un’iniziativa che fa vibrare le corde dell’inclusione: l’inaugurazione di “Terzo Tempo”, il primo bar all’interno di una scuola pubblica gestito da giovani con disabilità. “Non siamo qui per fare da simbolo, ma per dimostrare che possiamo fare il lavoro di chiunque altro”, dichiara Mariolina Trapanese, presidente della Bottega dei Semplici Pensieri.
Questa iniziativa non è solo un bar, ma un vero e proprio esperimento di impresa sociale. I baristi, giovani con sindrome di Down o lievi deficit cognitivi, saranno regolarmente contrattualizzati e retribuiti. Un passo avanti, un compimento di un sogno che è cominciato nel 2012 con il noto Kè Bar di Pozzuoli e l’itinerante “Brindisi Solidale”.
Il progetto, sostenuto dalla Città Metropolitana di Napoli e dalla Fondazione Prosolidar – ETS, nasce da una visione che va oltre la semplice assistenza. Il nome “Terzo Tempo” non è casuale: è l’istante post-partita del rugby, un momento di convivialità che abbattendo le barriere sociali. “Qui, l’inclusione scolastica smette di essere un’eccezione e diventa la norma”, aggiunge Trapanese.
Il clima nel quartiere è di attesa e curiosità. Le famiglie e gli studenti sono impazienti di vedere come questa novità si intreccerà con la quotidianità scolastica. Come accoglieranno questi giovani baristi? Che impatto avrà sulla comunità locale? E le altre scuole del territorio seguiranno l’esempio?
Un’iniziativa che non può lasciare indifferenti. Napoli si fa portavoce di un messaggio potente: l’inclusione è possibile, e parte proprio dalle basi della società. Ma ora, gli occhi sono puntati su questo nuovo inizio. Sarà solo un esperimento o segnerà davvero l’inizio di una rivoluzione sociale?