Cronaca
Napoli, autocompattatore Asia in fiamme: cittadini salvano il quartiere dal disastro
Nel cuore pulsante di Napoli, in via del Parco Margherita, un autocompattatore dell’ASIA va a fuoco e la scena si trasforma in un vero e proprio film di paura. “Ho visto le fiamme alzarsi alte, sembrava un’esplosione”, racconta un testimone mentre l’aria si riempie di fumi tossici. Momenti di terrore per l’equipaggio a bordo, costretto a scappare in fretta.
Le prime indagini indicano che l’incendio potrebbe essere stato provocato da un semplice mozzicone di sigaretta gettato nel vano rifiuti. “È inaccettabile, un gesto così superficiale ha rischiato di mettere in pericolo delle vite,” afferma un incaricato dell’ASIA, ancora sotto choc.
Immediato l’intervento di alcuni residenti attirati dalle fiamme. Due cittadini, Ashan e Saranga, originari dello Sri Lanka, hanno preso in mano la situazione. Con estintori alla mano, insieme a un agente di sicurezza, hanno tentato di arginare il rogo. “Siamo qui per aiutare, non possiamo restare fermi” sussurra Ashan, mentre la lotta contro le fiamme si fa sempre più intensa. Un altro vicino, affacciato al balcone, ha versato secchi d’acqua, un gesto che è valso a diminuire l’intensità delle fiamme.
Il tempestivo intervento dei cittadini ha evitato gravi conseguenze, anche se l’autocompattatore ha subito danni seri, creando disagi al servizio e ai cittadini che si chiedono: quanto tempo ci vorrà per tornare alla normalità? “Servono regole chiare e una maggiore educazione sul tema dei rifiuti”, ha commentato il deputato Francesco Emilio Borrelli, presente sul posto. Le sue parole echeggiano nei vicoli, rafforzando l’appello alla responsabilità collettiva.
Tra le ombre del tardo pomeriggio napoletano, il fumo si dissolve ma le domande rimangono: quanto ancora dovremo subire incidenti simili? E chi è realmente responsabile di un comportamento così irresponsabile? Un fatto è certo: la comunità si è mobilitata, ma è sufficiente per cambiare le abitudini di chi attraversa le strade di Napoli?