Cronaca
Caivano, via Uganda: sgominata la piazza di spaccio con minori sfruttati
Scoperta a Caivano una piazza di spaccio tecnologicamente avanzata con minori coinvolti e violenze tra clan, in un contesto di forte controllo criminale.
Un’operazione senza precedenti ha svelato un intricato sistema di spaccio di droga a Caivano, lungo via Uganda, nel cuore della periferia napoletana. “Era un vero e proprio bunker”, ha dichiarato un ufficiale della polizia, testimoniando l’intensità delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. È emerso un quadro inquietante di traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e intimidazioni.
Lo stabile al chilometro 13,500 della Statale Sannitica fungeva da base operativa per la vendita di crack e cocaina. Al vertice dell’organizzazione si ergeva Domenico Di Micco, il re del quartiere, che gestiva fornitori e pusher. Accanto a lui, Teresa D’Angelo, mente e contabile dell’organizzazione, manovrava i flussi di denaro come un abile burattinaio.
Un sistema di videosorveglianza sofisticato garantiva la protezione dell’area. Le telecamere, secondo le indagini, si spegnevano al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine. “Monitoravamo costantemente, sapere è tutto qui”, ha spiegato un testimone. Ma l’aspetto più scioccante è il coinvolgimento di minori. Teresa, in un gesto di orrenda normalizzazione, utilizzava la figlia di undici anni per occultare la droga in casa, rendendo la situazione ancor più drammatica.
Le tensioni sul mercato della droga non conoscono tregua. Di Micco lamentava sostanze di bassa qualità, descrivendole come “munnezza”, mentre il suo impero economico si fondava su una contabilità parallela e su travasi di denaro verso una figura nota come “Carmela”, che gestiva le finanze.
Le pressioni esercitate dai clan storici non si sono fermate qui. Nel novembre 2023, Giuseppe Piccolo, membro dell’organizzazione, è stato sequestrato e picchiato a sangue per un debito di droga. E da dietro le sbarre, un boss si organizzava con telefoni clandestini per orchestrare estorsioni, mostrando la rete pervasiva del crimine.
Non sono mancati gli episodi di violenza estrema. Il 4 ottobre 2024, un gruppo armato legato al clan Ciccarelli ha aperto il fuoco contro le abitazioni dei leader della rete come mannaia per mantenere il monopolio sullo spaccio. La situazione di sicurezza a Caivano è drammatica, con la vita quotidiana dei residenti intrappolata tra il pericolo e l’indifferenza.
Le autorità continuano a scavare per svelare i nodi di una rete criminale che opprime la comunità. Cosa ne sarà di una periferia così lacerata? La questione si fa urgente e i cittadini non possono rimanere in silenzio. Che aria tira davvero a Caivano?