Cronaca
Bloccato drone carico di cellulari verso Poggioreale: arresto shock a Napoli
Napoli – “Un volo che non doveva nemmeno iniziare.” Con queste parole, un agente della polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale ha descritto l’episodio che ha scosso la mattinata di domenica. Un drone, in dotazione a un giovane di 28 anni proveniente dal Salernitano, ha tentato di far recapitare telefoni cellulari ai detenuti. Ma il velivolo è stato intercettato e bloccato in tempo, e il pilota è stato arrestato e processato immediatamente.
La voce dell’Unione Sindacale Polizia Penitenziaria (Uspp) si fa sentire: “La lotta ai droni è diventata uno dei fronti più complessi della sicurezza nelle carceri,” hanno dichiarato Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio. “Ogni giorno affrontiamo una sfida crescente contro una criminalità che si è evoluta e sfrutta la tecnologia.”
Questo episodio non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, la cronaca ha raccontato di frequenti sequestri di cellulari e droga nelle carceri campane. Le reti criminali sembrano ben organizzate, capaci di aggirare i controlli nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine. Il carcere di Poggioreale, simbolo di un problema che riguarda più di 50 istituti penitenziari in Italia, sta cercando di correre ai ripari. Sono avviati progetti pilota per installare sistemi anti-drone e rendere le aree detentive più sicure.
Eppure, la situazione resta difficile. “Chiediamo un aumento degli investimenti per la sicurezza tecnologica,” hanno sottolineato Moretti e Auricchio. La loro richiesta si basa su una realtà preoccupante: la gestione della sicurezza è minacciata da un deficit di circa 150 unità nel personale di polizia penitenziaria.
“Mantenere ordine in queste condizioni richiede enorme spirito di sacrificio,” hanno concluso. A Napoli, le strade non sono solo una questione di viabilità, ma anche di sicurezza. Come affronterà il sistema penitenziario questa guerra invisibile all’interno delle mura? E quali sono le implicazioni per le famiglie dei detenuti e per la società? Le domande restano aperte, e il dibattito è solo all’inizio.