Cronaca Giudiziaria
Pizzeria chiusa a Napoli: il giallo dell’odore di pizza fa discutere
Un carabiniere è stato citato a giudizio per tentata violenza privata continuata. La Procura di Napoli sostiene che il militare abbia esercitato pressioni costanti sui titolari di una pizzeria, Grazia Ardito e Mario Danese, spingendoli a chiudere l’attività. “Non volevamo cedere, ma ci hanno messo alle strette”, ha raccontato uno dei proprietari.
In un contesto come quello di Napoli, dove il commercio è il cuore pulsante della città, questa vicenda crea un’onda d’urto. Il locale era stato inaugurato grazie a un finanziamento di Invitalia, nell’ambito del progetto “Resto al Sud”. Ma nel gennaio 2025, un’improvvisa chiusura temporanea imposta dall’Asl per “percezioni olfattive moleste” ha scatenato una serie di eventi che hanno acceso i riflettori su un caso controverso.
I titolari, in segno di protesta, esposero un cartello provocatorio che divenne virale. “A Napoli chiude chi non si piega”, recitava, generando un acceso dibattito mediatico. Nel cuore della città, il clima si fa teso: da un lato la voglia di resistere, dall’altro le pressioni che rischiano di silenziare le piccole imprese.
L’intervento dell’ex sindaco Vincenzo Cuomo ha permesso la riapertura del locale, ma non ha messo fine ai rancori. La difesa degli imprenditori, rappresentata dall’avvocato Maurizio Capozzo, ha denunciato un intervento sproporzionato da parte delle autorità. “Siamo stati trattati come criminali”, ha aggiunto Danese, con gli occhi che brillano di indignazione.
La questione ha coinvolto anche la politica, con la presidente della commissione regionale anticamorra, Carmela Rescigno, che si è espressa sul tema, alimentando una discussione che continua a divampare. Ora, tutto è nelle mani del giudice, che dovrà stabilire le responsabilità in un procedimento che intreccia giustizia e vita quotidiana dei cittadini.
E mentre i napoletani osservano in silenzio l’evolversi della situazione, molti si chiedono: che fine faranno le piccole realtà commerciali sotto pressione in una città già fragile?