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Cronaca

Poggiomarino nel caos: scoperta officina abusiva che inquina il Sarno

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Poggiomarino nel caos: scoperta officina abusiva che inquina il Sarno

Prosegue senza sosta l’offensiva delle forze dell’ordine per disinnescare le fonti di inquinamento che minacciano il bacino del fiume Sarno. Nella giornata del 25 marzo 2026, la squadra USES (Unità Speciale Emergenza Sarno) della Polizia Metropolitana di Napoli ha messo a segno un nuovo colpo contro i reati ambientali nel Vesuviano. “Questo è solo l’inizio”, afferma un agente della squadra, visibilmente soddisfatto.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha portato al sequestro d’iniziativa di un’officina meccanica e meccatronica nel Comune di Poggiomarino, un’area già nota per problemi legati all’inquinamento.

Nel mirino degli investigatori è finita la ditta individuale “Vincenzo Franzese”, un’attività che operava nell’ombra, ignorando completamente le normative ambientali. Dagli accertamenti documentali, i detective hanno scoperto che l’officina era, a tutti gli effetti, un’azienda fantasma, già cancellata dalla Camera di Commercio di Napoli per mancanza dei requisiti tecnici. “Abbiamo trovato un’attività che operava senza alcuna autorizzazione”, racconta un testimone, mentre osserva l’area circondata dalla polizia.

Il blitz ha permesso di bloccare un potenziale disastro ecologico. I militari hanno apposto i sigilli a un locale di circa 105 metri quadrati, adibito a una vera e propria catena di montaggio clandestina. All’interno, gli agenti hanno rinvenuto banchi di lavoro, un ponte sollevatore e diverse saldatrici. A ridosso dei locali è stata trovata anche un’area esterna utilizzata come estensione dell’autofficina, un vero e proprio bazar di illegalità.

Il sequestro si è esteso a ingenti quantità di rifiuti illeciti prodotti dalle riparazioni: pneumatici fuori uso, parti meccaniche dismesse. Questi materiali rappresentano una minaccia diretta alla salute degli abitanti e allo stesso ecosistema del Sarno. “Dobbiamo agire ora per tutelare il nostro territorio”, ha affermato un esponente locale, preoccupato per la situazione.

I reati contestati riguardano lo stoccaggio illecito e la gestione non autorizzata di rifiuti, in violazione del Testo Unico Ambientale. Il provvedimento d’urgenza si è reso indispensabile per fermare il protrarsi degli illeciti e prevenire ulteriori sversamenti dannosi. Questa operazione si inserisce in un patto storico siglato nel dicembre 2025, unendo sotto un unico fronte le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, in una battaglia senza tregua contro l’inquinamento del Sarno.

Ma la domanda sorge spontanea: queste azioni basteranno a salvare il nostro fiume, o ci sarà ancora chi sceglierà di sfuggire alla legge nel silenzio delle officine clandestine?

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