Rosario Coppola, 52 anni, ucciso ad Arzano: si ipotizza un errore di persona
Nella serata di ieri, Rosario Coppola, 52 anni, è stato assassinato ad Arzano, in via Sette Re. L’agguato, avvenuto secondo modalità tipicamente camorristiche, ha suscitato preoccupazione per un possibile errore di persona. Nonostante alcuni precedenti penali, Coppola non aveva legami conosciuti con la criminalità organizzata.
L’agguato e la fuga disperata
Coppola si trovava alla guida della sua auto, una Smart, insieme ad Antonio Persico, 25 anni, incensurato. Secondo una prima ricostruzione fornita dai carabinieri, i due sono stati colpiti in via Alberto Barone da un motociclo con almeno un sicario a bordo. Dopo i primi colpi, il conducente ha tentato una fuga disperata, proseguendo verso via Sette Re con l’intento di chiedere aiuto. Tuttavia, è deceduto sul colpo, raggiunto da proiettili che si sono rivelati fatali.
Il ferito: “Non era lui il bersaglio?”
Antonio Persico è rimasto ferito a un braccio ed è stato trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove le sue condizioni non destano preoccupazione. La sua testimonianza riveste un’importanza fondamentale per le indagini, in quanto potrebbe chiarire la dinamica dell’agguato e la natura del suo rapporto con la vittima, considerata la significativa differenza d’età.
La pista più inquietante: uno scambio di persona
Un particolare emerso nelle ultime ore ha catturato l’attenzione degli investigatori: Rosario Coppola presentava una sorprendente somiglianza con un presunto boss di camorra, recentemente scarcerato e residente nella medesima zona. Questo elemento ha aperto la possibilità che l’omicidio possa essere stato frutto di un errore fatale, con i killer intenzionati a colpire un’altra persona.
Indagini serrate: telecamere e cellulari sotto esame
Il caso è attualmente in mano ai carabinieri della Tenenza di Arzano e della Sezione Operativa di Casoria, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area dell’agguato e lungo il percorso seguito dalla vettura. Inoltre, stanno analizzando i telefoni cellulari della vittima e del ferito per tracciare contatti e movimenti.
Un delitto che parla il linguaggio della camorra
Le modalità dell’agguato — con il sicario in moto e i colpi esplosi a distanza ravvicinata — richiamano un’azione di tipo camorristico. Tuttavia, il profilo di Coppola, un imbianchino con abiti da lavoro al momento dell’omicidio, suggerisce una vita normale, bruscamente interrotta.
La risoluzione del caso dipende ora dalle verifiche in corso e dalle testimonianze raccolte. Le immagini delle telecamere e le dichiarazioni di Persico potranno fornire ulteriori indizi. Resta da chiarire se l’omicidio sia stato un errore tragico o se vi sia un movente da esplorare. L’inchiesta prosegue, con la comunità di Arzano in attesa di risposte su questo inquietante delitto.