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Smantellata la rete dei latitanti: 73 arresti dall’inizio dell’anno, dalla provincia di Napoli fino in Algeria

Smantellata la rete dei latitanti: 73 arresti dall’inizio dell’anno, dalla provincia di Napoli fino in Algeria

Latitanti in manette: Napoli e l’azione internazionale contro la criminalità organized crime, 73 arresti dall’inizio del 2026

Napoli, dall’inizio del 2026 le Forze dell’ordine coordinate dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello hanno realizzato una delle offensive più incisive contro la latitanza: 73 latitanti sono stati arrestati, tra catture sul territorio e interventi all’estero, in un’imponente operazione che ha attraversato Paesi diversi e route che partono dall’ombra del Vesuvio fino alle scogliere di Palma de Mallorca.

Sul fronte internazionale la lotta alla latitanza ha mostrato il volto più complesso della cooperazione tra Italia e reti investigative estere. Quattordici latitanti sono finiti in manette all’estero, rintracciati in nove Paesi diversi. Un risultato che testimonia la sinergia tra le squadre investigative italiane e i canali di cooperazione internazionale, tra cui SCIP (Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia), la II Divisione di Interpol e la FAST (Squadra per la ricerca attiva dei latitanti). Le restanti 51 catture sono state assicurate sul territorio nazionale, grazie a controllo capillare e presenza quotidiana di Compagnie, Tenenze e Stazioni della provincia di Napoli.

I fascicoli aperti dalle autorità descrivono una rete variegata, con una forte componente di criminalità organizzata: almeno una dozzina di profili appartengono al mondo del narcotraffico, ma non mancano condanne e ordinanze per associazione mafiosa, tentato omicidio, rapina a mano armata, violenza sessuale, riciclaggio e sfruttamento della prostituzione. Le pene residue accumulate dai ricercati emergono come segnale di una risposta ferma dello Stato: fino a 13 anni di carcere restano da scontare per alcuni dei latitanti finiti al centro delle indagini.

Tra i volti finiti nella rete, figura Salvatore Ferone, 35 anni, considerato al vertice del clan di Casavatore, trovato in flagranza di impossibilità a sfuggire alla giustizia: deve scontare 10 anni per traffico di stupefacenti. Sul territorio provinciale, Pozzuoli continua a essere uno snodo chiave: in un solo giorno sono stati notificati ordini di carcerazione a tre napoletani di 27, 31 e 43 anni per associazione finalizzata al narco-traffico; mesi dopo, nelle stesse aree, è emersa la presenza di un 54enne condannato per camorra. Altre situazioni hanno visto protagonisti plurimi soggetti, intrecciando realtà locali e reti criminali comuni alle latitanze.

L’azione non ha risparmiato confini: nei Paesi Bassi è stata assicurata la cattura di Mihaela Veronica Babite, ritenuta chiave nell’importazione di droga verso i canali di Torre Annunziata e condannata a 10 anni di reclusione. In Cracovia è stato arrestato Rafal Pischinger, latitante dal 2020 – indicato come corriere di un’organizzazione dedita all’importazione di ingenti quantitativi di eroina dalla Turchia – mentre Palma de Mallorca ha visto l’arresto di Antonio D’Aniello, ricercato dal 2023, condannato per ricettazione e riciclaggio a 6 anni e 6 mesi. L’Algeria ha invece visto la cattura di un 63enne, stato associato a terrorismo ed eversione, condannato a 5 anni.

Non sono mancati interventi di dettaglio sul territorio nazionale per fronteggiare latitanze ad alto rischio: a Napoli è stato rintracciato un 33enne che, dopo una rapina a mano armata all’Excelsior del lungomare, aveva evaso i domiciliari in Piemonte per rifugiarsi presso la casa della madre. Per tutti i latitanti catturati all’estero sono già scattate le procedure di estradizione esecutiva: al termine delle relative verifiche sosteranno nelle carceri italiane per scontare le pene pecuniarie o i residui di condanne.

L’operazione odierna sottolinea ancora una volta la capacità delle forze dell’ordine di coordinarsi con i partner internazionali per restituire giustizia e rendere effettiva la custodia cautelare. Napoli e la Campania restano uno snodo cruciale in questa battaglia: la tessitura attenta tra investigatori locali e reti globali continua a smantellare il tessuto della criminalità, passo dopo passo. L’evoluzione delle indagini resta da monitorare, con la promessa di ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

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