Ex sindaco di Sorrento torna agli arresti domiciliari dopo diciassette mesi di custodia cautelare. Massimo Coppola è stato liberato dal carcere e affidato ai domiciliari, nell’ambito di un’, lunga e complessa inchiesta che intreccia Tangenti, appalti pubblici e gare d’appalto nel cuore della costa sorrentina.
Secondo quanto emerso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, la somma trovata in tasca all’ex primo cittadino al momento dell’arresto serale del 20 maggio 2025 sarebbe stata una tranche della presunta “ricompensa” legata all’appalto del servizio di refezione scolastica affidato alla cooperativa Prisma. È la stessa cooperativa a fornire agli investigatori elementi utili per ricostruire la dinamica dell’illecito, che vede Coppola coinvolto insieme a un suo collaboratore, Francesco Di Maio, tra i soggetti finiti nel mirino dell’indagine.
L’uscita dal carcere arriva in un contesto già caldo sul piano giudiziario. La scorsa settimana, a Torre Annunziata, si è aperta la prima udienza del dibattimento relativo al cosiddetto “Sistema Sorrento”, un filone che vede tra gli imputati Coppola, l’ex braccio destro Raffaele Guida e altri tredici coinvolti, tra imprenditori e funzionari pubblici. A loro vengono contestati reati contro la pubblica amministrazione, con particolare riferimento a corruttori e turbativa d’asta, concentrati sulle procedure di gara volte a rilanciare l’immagine turistica di Sorrento nel periodo post-pandemia.
Il fronte processuale, however, non è unico. Vi è un secondo filone che verrà definito con rito abbreviato, in cui Coppola e Guida restano imputati. In un primo accordo tra difesa e Procura, si era ipotizzato un patto di pena di cinque anni di reclusione e la restituzione di circa 205mila euro, ritenuti provento delle tangenti, per chiudere dieci capi di accusa di corruzione, tre di turbativa d’asta, due di induzione indebita e un’ipotesi di peculato relativo a risorse destinate all’associazione La Fenice. Tuttavia, questa proposta non ha superato l’esame del gip Maria Ausilia Sabatino, che ha rigettato l’accordo. Ora il procedimento proseguirà con l’obiettivo di giungere a una sentenza di primo grado entro i primi giorni di dicembre.
La vicenda, al centro del dibattito pubblico, resta ancora aperta su più fronti investigative: l’attenzione resta focalizzata sulle modalità di valutazione delle gare di promozione e rilancio del brand turistico della costiera, temi che hanno alimentato le indagini coordinate dall’autorità giudiziaria della procura oplontina. Coppola, Guida e gli altri indagati attendono gli sviluppi dei prossimi mesi, tra nuove attestazioni di parte e l’analisi delle prove emerse nel corso degli accertamenti.
Nel frattempo, la ricostruzione della Procura prosegue per chiarire responsabilità e ruoli all’interno di un quadro che riguarda non solo le procedure di gara ma anche le ricadute sull’immagine economica e turistica di Sorrento,球 con implicazioni nella gestione pubblica durante la ripresa post-pandemica. Gli esiti del processo a dicembre potrebbero offrire una lettura definitiva delle dinamiche emerse, offrendo al contempo una prospettiva su eventuali sviluppi futuri.
